Toscana
Reti Ambienti e Ato Nogarin contro il Pd
Il sindaco: «Il cda? Colpo di mano e conflitti di interesse Faremo ricorso in tribunale e ci rivolgeremo all’Anac»
LIVORNO. È di nuovo scontro tra il pentastellato Filippo Nogarin e i sindaci Pd su Reti Ambiente, la società pensata per diventare il gestore unico dei rifiuti sulla costa. «Il Pd perde il pelo, e i voti, ma non il vizio. A pochi giorni dai ballottaggi che potrebbero sottrarre all’ex partito unico della Toscana la guida di alcune città chiave della costa, Pisa per prima, ecco arrivare l’ennesimo colpo di mano. Tra martedì e giovedì alcuni sindaci Dem hanno fatto approvare due delibere per assicurarsi l’egemonia su Reti Ambiente e riaprire le porte al socio privato nella gestione dei rifiuti sulla costa. Due delibere che impugneremo davanti agli organi competenti». Così è intervenuto ieri Nogarin sulla questione della nomina del nuovo cda di RetiAmbienti, e non solo.
Per Nogarin «il primo colpo di mano» c’è stato «martedì durante l’assemblea dei soci di Reti Ambiente, che ha approvato il bilancio 2017 e decretato la conclusione del mandato dell’attuale amministratore unico Frey»: «Invece di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore unico, come previsto dalla legge Madia, alcuni comuni a guida Pd, Rosignano e Pisa in testa, si sono presentati con una rosa di nomi decisa nelle segrete stanze per costituire un nuovo consiglio di amministrazione composto da 5 membri». «Il tutto – attacca – in violazione sia della legge Madia che dello statuto della società: se si vuole derogare all’amministratore unico in favore di un cda bisogna farlo con delibera motivata. Questa delibera non esiste e non potrebbe esistere visto che RetiAmbiente ad oggi non è operativa».
«Ecco perché – fa sapere –, come altri comuni importanti, siamo pronti a ricorrere al tribunale. Ma anche a rivolgerci all’Anac, visto che uno di questi cinque membri presenta un macroscopico conflitto di interessi». Non fa nomi ma il riferimento, dopo le polemiche, sembra a Fabrizio Miracolo (Sea Risorse) rappresentante della Versilia.
Il sindaco annuncia ricorsi: «La seconda forzatura è avvenuta all’assemblea di Ato. Gli stessi Comuni hanno approvato una delibera di indirizzo sulla gestione del servizio rifiuti sulla costa, riaprendo le porte al socio privato. Peccato che per farlo ciascun sindaco avrebbe dovuto ricevere il mandato dai consigli comunali. Cosa che nessuno ha fatto, tantomeno Pisa, che tra 48 ore potrebbe cambiare colore politico. Anche questa delibera è illegittima e noi la impugneremo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
