Il Tirreno

Livorno

Casa popolare a una famiglia che occupava

di Gianni Tacchi
Casa popolare a una famiglia che occupava

Livorno, sequestrato l’ex distretto Asl di via San Gaetano. Comune e Casalp applicano la legge regionale

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LIVORNO. Tra lo sgombero dell’ex distretto Asl di via San Gaetano, il blitz nella mattinata di venerdì 22 giugno con decine di poliziotti e l’intervento per tutelare sia i disabili sia i bambini che frequentano le altre strutture del complesso, spunta il caso di una famiglia livornese che occupava da tempo. Un caso, sì, perché nonostante l’occupazione abusiva - all’interno di quello che una volta era un centro di rieducazione motoria con piscina - non è stata cancellata dalla graduatoria Erp e adesso andrà in un alloggio popolare: le chiavi sono state consegnate alla famiglia, un adulto e due minori, poche ore prima dello sgombero, appena si è liberata una soluzione.

Una decisione che potrebbe suscitare dubbi e polemiche, ma va detto subito che è stata applicata la normativa regionale in materia, modificata nel 2015: come spiegano da Casalp, «in passato qualsiasi occupazione illecita portava alla cancellazione dalla graduatoria Erp o al divieto di fare domanda per una casa popolare, da tre anni invece questi provvedimenti scattano solo in caso di occupazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica». Ecco perché questa famiglia, che fino a due giorni fa era abusivamente in una struttura privata, «è rimasta nella graduatoria e adesso ha diritto a una casa popolare». Un’assegnazione, l’unica tra quelli che sono stati sgomberati dalla palazzina di via San Gaetano, che conferma anche l’assessore comunale al sociale e alla casa Leonardo Apolloni. «Sì, andranno in un alloggio Erp», dice dopo il blitz delle forze dell’ordine con oltre 100 tra agenti e funzionari, dalla Digos alla Finanza passando per vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri, Svs, Misericordia e servizi sociali.

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Erano 25, in totale, le persone che vivevano nell’ex distretto Asl, compresi otto minori e due stranieri senza permesso di soggiorno che sono stati identificati dopo il blitz: tra questi anche una coppia di anziani assegnatari di un alloggio popolare, lasciato però al figlio e al nipote per problemi familiari. Lo sgombero - ordinato dal Tribunale dopo una richiesta di sequestro preventivo da parte dell’Usl Toscana nord ovest, proprietaria dell’immobile, e andato avanti senza particolari momenti di tensione - è scattato per due motivi: da una parte per tutelare i pazienti disabili del Centro diurno e i bambini che vengono seguiti negli ambulatori di neuropsichiatria infantile (le due strutture si trovano a Villa Porcelli, accanto alla palazzina occupata), dall’altra invece per questioni di sicurezza (l’ex distretto Asl venne dichiarato inagibile dai vigili del fuoco nel 2011).

Adesso gli occupanti - tranne i due stranieri, i due anziani e il nucleo che andrà in un alloggio Erp - saranno collocati in un albergo per una settimana, ma l’amministrazione comunale è al lavoro per dare più tempo alle famiglie con minori per trovare una soluzione alternativa. La palazzina sequestrata, come spiega l’azienda sanitaria, sarà invece «riqualificata e utilizzata per attività socio-sanitarie rivolte in particolare ai diversamente abili».


 

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