Sicurezza
Ruba una borsa in Comune: arrestato
La vittima del furto è un’impiegata della toponomastica. La municipale ha ritrovato anche un cellulare rubato ad Ardenza
LIVORNO. Quando ha trovato la porta dell’ufficio di toponomastica socchiusa è entrato e ha arraffato tutto quello che era contenuto all’interno della borsa di una dipendente che in quel momento si era assentata: soldi, documenti, cellulare. Dopodiché il ladro ha cercato di uscire dal Comune nuovo con la refurtiva. L’uomo, un trentenne di origini tunisine da molti anni a Livorno, dove risulta sposato, è stato fermato pochi minuti dopo da alcuni agenti della polizia municipale che erano stati avvisati dalla vittima del furto.
Quando lo hanno fermato gli agenti hanno trovato nello zaino la custodia degli occhiali della donna. Ecco perché è scattata immediatamente la perquisizione da parte dei colleghi della polizia giudiziaria. Così dalle tasche del trentenne, che inizialmente ha fornito nome e cognome inventati, sono venuti fuori, uno alla volta, anche tutti gli oggetti rubati poco prima: le chiavi di casa dell'impiegata, il cellulare, i soldi e i documenti. E soprattutto il badge della dipendente comunale derubata poco prima. Ma non solo, perché tra gli effetti personale del ladro è spuntato anche un cellulare rubato poche ore prima all'Ardenza e un coltello a serramanico con una lama lunga una decina di centimetri.
L’uomo, con alcuni precedenti specifici di furto e ricettazione, è stato dunque arrestato con l’accusa di furto aggravata e ricettazione oltre che denunciato per il possesso del coltello. L’arresto è stato convalidato immediatamente dalla pm di turno Ezia Mancusi che ha disposto il fermo giudiziario all’interno delle celle di sicurezza della municipale in attesa del processo per direttissima che è già stato fissato per questa mattina in Tribunale davanti al giudice.
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