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Protezione civile, consulenti esterni per il nuovo piano
LIVORNO. Si è riunita la commissione speciale che si occupa di assetto del territorio con la presenza dell’assessore Alessandro Aurigi e dell’architetto Paolo Danti, che presentando la carta di...
LIVORNO. Si è riunita la commissione speciale che si occupa di assetto del territorio con la presenza dell’assessore Alessandro Aurigi e dell’architetto Paolo Danti, che presentando la carta di pericolosità idraulica, coadiuvato dall’ingegnere Pietro Chiavaccini del Genio Civile, ha illustrato cosa è la pericolosità idraulica e come si affronta. Si è parlato di piano strutturale di Livorno ormai quasi pronto, che nei primi di luglio vedrà l’adozione, in attesa della definitiva approvazione.
Si sa già che sarà incompleto. Perché i molteplici studi non ancora conclusi, andranno mano a mano ad implementarlo rendendolo poi definitivo.
Non si sa se ci sarà lo stombamento del rio Maggiore all’altezza del Campo Scuola e dell’ippodromo. Alcune le soluzioni ancora al vaglio che, partendo dalla sicurezza per la popolazione, debbono tenere di conto anche di tanti altri fattori.
Aurigi ha ricordato l’eccezionalità della pioggia caduta il 10 settembre scorso, 140 metri cubi al secondo, e che tutte le analisi saranno fatte sulla base di questa eccezionalità e non solo guardando ai parametri di legge se più bassi. Non ci si può permettere di vivere altre tragedie.
In commissione si è ricordato che il sindaco e il governatore della Toscana hanno chiesto al nuovo governo di supportare le esigenze della città, sbloccando 12,5 milioni per Livorno.
Il piano strutturale garantisce le condizioni di sicurezza, porta l’aggiornamento della cartografia e non blocca gli strumenti urbanistici del comune, offre gli ultimi studi idraulici su Ugione, Rio Maggiore, Ardenza, Felciao, Chioma, guardando anche l’aspetto geomorfologico. E circa 8 mila abitanti si trovano in zone a rischio idraulico.
Molti di questi aspetti erano già contemplati nel piano di protezione civile redatto nel 2016 e consegnato al consiglio comunale nel gennaio 2017 da Leonardo Gonnelli, ex dirigente ambiente e protezione civile, ora alla mobilità, che oggi andrebbe comunque rivisto proprio in virtù degli accadimenti del settembre scorso. Gonnelli, audito, ha spiegato in cosa consisteva la sua valutazione ambientale strategica, confessando che non è neppure facile fare informazione sulla popolazione come ha auspicato Giovanna Cepparello di Futuro, che sull’argomento farà un atto di indirizzo al prossimo consiglio comunale.
Informazione comunque importante, perché un cittadino che risiede in una zona idraulicamente pericolosa, se sa come comportarsi, rischia molto meno di uno che non lo sa.
Gonnelli ricorda che quel che era scritto nella sua determina, anticipava quello che poi si ritrova in molti punti nel codice di protezione civile e che il piano strutturale dovrebbe avere più legami possibile con il piano di protezione civile.
Sarais, dei 5 Stelle, esibisce un documento del consiglio delle Autonomie locali, con il quale si chiede l’abrogazione della legge regionale 21 sulle disposizioni urgenti in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi d’acqua, tutti favorevoli meno Livorno, e che in sostanza vedrebbero ricadere sul singolo comune ingenti oneri.
Marco Bruciati (Bl) si domanda se non sia colpa anche del forte disboscamento che recentemente ha interessato le colline livornesi, Marco Ruggeri (Pd) è rammaricato dell’assenza del Lamma, il cui giudizio è importante per capire come comportarsi nel futuro, e l’assoluta necessità di reperire fondi per la messa in sicurezza.
Ha chiesto formalmente che il Lamma sia presente la prossima volta. Elisa Amato (Fi) e Giuseppe Grillotti (Livorno libera) hanno infine espresso perplessità sulla decisione di rivolgersi a soggetti esterni per il nuovo piano di protezione civile, visto che Gonnelli e gli altri hanno professionalità.
Flavio Lombardi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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