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Corteo dei rifugiati in centro contro Jobs Act e Fornero
LIVORNO. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato si è svolta ieri pomeriggio per le vie del centro una manifestazione-presidio organizzata da Usb, alla quale hanno aderito il collettivo Ex...
LIVORNO. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato si è svolta ieri pomeriggio per le vie del centro una manifestazione-presidio organizzata da Usb, alla quale hanno aderito il collettivo Ex Caserma Occupata, Potere al Popolo, la Brigata di Solidarietà Attiva, la comunità senegalese guidata da Serigne Modou Ngome (che ha contestato duramente il suo predecessore Diop Mbaye), e Rifondazione Comunista.
I partecipanti, un centinaio di persone, hanno marciato pacificamente dietro agli slogan "Prima gli sfruttati" e "Lavoratori italiani e stranieri uniti contro Job Act e riforma Fornero". Il corteo è partito da piazza Grande e ha percorso la via nobile della città fino a piazza della Repubblica; da lì si è diretto per viale Degli Avvalorati fin sotto il Comune, e poi in prefettura per un incontro tra una delegazione e la prefetta Anna Maria Manzone. Il tutto sotto la supervisione di un ingente dispiegamento di forze dell'ordine, impiegate anche per mitigare i disagi al traffico che si è bloccato. «Siamo con i lavoratori per combattere insieme e risolvere insieme i problemi comuni» scandisce Giovanni Ceraolo, che sulla scia delle dichiarazioni di Salvini su Aquarius e campi rom ribadisce: «Non prendiamoci in giro con "emergenze" che sono tali, le vere questioni urgenti sono il Job Act, la riforma Fornero e l'abolizione dell'articolo 18. «Vogliono farci credere che i migranti che rubano il lavoro, quando i veri ladri sono le multinazionali come la Trw». Poi aggiunge: «Noi ci siamo sempre stati, e anche prima (ieri mattina, ndc) eravamo in piazza a difendere una famiglia livornese sotto sfratto. E tutti gli altri dov'erano?».
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