Lutto
Anche tavolini e sedie “pagano” le strisce blu
Livorno, per mettere la pedana esterna i commercianti devono rivolgersi alla Tirrenica. Rischio rincari per le attività e anche minori introiti nelle casse del municipio
LIVORNO. Tra le pieghe dell’operazione stalli blu è possibile che si nasconda una specie di privatizzazione del suolo pubblico? La domanda filosofica non sorge certo spontanea, ma la risposta potrebbe essere romanticamente positiva, almeno se si prende in considerazione il caso capitato al geometra livornese Maurizio Paolini per una richiesta di un locale del viale Italia che voleva mettere una pedana all’esterno, dove appunto ci sono gli stalli blu. «Dalla polizia amministrativa – spiega Paolini – c’è stato risposto che dovevamo richiedere il nulla osta alla Tirrenica mobilità: una società privata che decide al posto del Comune, dunque, quando in uno stato di diritto dovrebbe accadere il contrario». Le autorizzazioni, sostiene Paolini, in Italia le rilasciano le amministrazioni comunali, «non un gestore di servizi esternalizzato dall’amministrazione».
Tutta la superficie che occupano e che a regime andranno ad occupare gli 11.500 posteggi blu voluti dal Comune, infatti, prevede l’esenzione della Tosap, la “tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche”, perché si parla di aree che sono già gravate da canoni patrimoniali. Il commerciante o il bar che decidesse quindi di sistemare una pedana con tavolini all’esterno del suo locale non dovrà più corrispondere la tassa al Comune ma pagare, come ristoro, il gestore che ha in concessione l’area, e che a sua volta ribalterà al Comune la percentuale pattuita nella convenzione (ovvero circa il 40%).
Su queste aree che sono carrabili e comunque non pedonali, secondo il regolamento comunale le concessioni non possono essere permanenti: si possono rilasciare solo quelle stagionali, in genere semestrali. Proprio perché su queste superfici non si può esigere un doppio canone, e dato che si considera già corrisposto, in questo caso dalla Tirrenica mobilità, i regolamenti comunali prevedono l’esenzione.
È in virtù di questo che alla Tirrenica proprio perché non può più utilizzare il posteggio occupato dalla pedana di un esercizio commerciale è dovuto il ristoro.
In tutto ciò il Comune rischia di rimetterci qualcosa: prima incassava tutta la Tosap, ora deve “accontentarsi” di una percentuale (il 40%) sulla tariffa che viene incassata da Tirrenica Mobilità che gestisce i parcheggi. Al minore incasso va poi sommato il valore della convenzione con la società . Possibile, dunque, che nelle casse di Palazzo Civico arrivi qualcosa in meno. Mentre le attività commerciali potrebbero ritrovarsi tra capo e collo un aggravio dei costi.
Siamo in una fase transitoria e proprio per questo tra gli uffici comunali e Tirrenica è prevista a breve una conferenza di servizi in modo da stabilire il nuovo tariffario. Un tariffario che dovrà trovare un equilibrio tra il ristoro dovuto al concessionario per il mancato incasso e la tutela anche dell’attività commerciale che non può certo essere gravata dagli eventuali mancati proventi della Tirrenica. Specie se si pensa che ad esempio solo uno stallo in zona viale Italia potrebbe valere anche 50 euro al giorno, il che moltiplicato per 30 giorni farebbe già la somma di 1500 euro. Fino ad oggi è stato applicato ancora il vecchio tariffario del suolo pubblico.
«Dopo aver girato la domanda alla Tirrenica – conferma Paolini – in 24 ore ci ha risposto, e ci ha mandato il preventivo con il bollettino: per l’occupazione di due stalli per due mesi abbiamo pagato 350 euro».
Fino a quando i parcheggi dati in concessione riguardavano aree limitate il problema non era emerso, ma con l’estensione in pratica a tutta la città comincia a essere un problema. È uno degli effetti diciamo “collaterali” dell’operazione voluta dall’amministrazione comunale sulla razionalizzazione dei parcheggi in centro, che ha portato in dote una bella diminuzione dei posti a disposizione per i residenti, con disagi enormi per chi si è visto da un giorno all’altro non solo negata la possibilità di posteggiare vicino a casa (nonostante le lettere per i residenti siano diventate anche a pagamento) ma addirittura in qualche caso a non sapere dove fisicamente mettere l’auto.
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