Il lutto
Una piccola Versiliana aperta a tutti
Non solo ristorazione, ma spazio culturale e musicale. Giorgio Arpesani «Vogliamo che sia viva»
LIVORNO. La società che gestirà lo Chalet per trent’anni (la proprietà è del Comune) è la Cdr, composta da due soci Sergio Cristiani e Giorgio Arpesani con le rispettive mogli, le sorelle Francesca e Federica Garaffa. «Abbiamo lavorato in amicizia e in famiglia - dice Arpesani - perché con gli altri partner Alberto Ricci di Programma Costruzione, che è anche amministratore di Chalet srl, la società immobiliare che ha realizzato l’opera e che subconcede a noi per 30 anni per la gestione, ci conosciamo da 20 anni. Di fatto è una partitura scritta a più mani: siamo tutti insieme in questa avventura». Sbloccati gli aspetti burocratici tra bandi e ricorsi il resto è andato tutto bene. Qual è l’idea di fondo Arpesani la svela subito: «Pensiamo a una piccola Versiliana, tanti piccoli eventi: poesie, dibattiti, eventi, letture, musica. Siamo aperti a tutto, ci piacerebbe che questo posto fosse veramente vivo». Oltre l’offerta di pasticceria che arriverà direttamente dai laboratori Cristiani e Labronica, ci sarà un laboratorio artigianale di gelato e una bella cucina a vista che servirà il ristorante alla carta e il bistrò. «Sono orgoglioso e contento di questo taglio di nastro. Stiamo finalizzando tanti progetti del passato», ha detto il sindaco Filippo Nogarin, affiancato da mezza giunta, parlando di un lavoro di squadra eccezionale: «Oggi restituiamo un motore culturale alla città, un prodotto eccellente e per questo ringrazio gli investitori, ma anche il grande lavoro degli uffici e della sovrintendenza». Un’opera complessa ha spiegato l’architetto Simone Invernizzi con la difficoltà sia per la conformazione circolare dell’ampliamento, sia per la difficoltà di coniugare il nuovo con il vecchio. Nel gruppo di progettisti anche Tommaso Del Rio, che ricorda il salvataggio di una struttura che era in condizioni disastrose, poi Marianna Curiardi, Fabrizio Scotti e Francesco Longobardi, e l’esercito di ingegneri Francesco Gori e Andrea Belli, Alesandro Garofoli, Claudio Pedalino, Massimiliano Lugetti, Fabrizio Scotti e Dario Gratta.
Al taglio del nastro tra gli altri non sono voluti mancare il direttore di Confindustria Umberto Paoletti, «un’occasione che potrà portare un po’ di visibilità in chiave turistica», e Luciano Barsotti, poi Giovanni Giannone, e Andrea Palumbo, arrivato alla fine come Paolo Brosio, ormai immancabile protagonista di ogni avvenimento clou della città .
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