Il Tirreno

Livorno

Altri furti e danni alle barche in Darsena Nuova: «Siamo nel mirino»

di Gianni Tacchi
Altri furti e danni alle barche in Darsena Nuova: «Siamo nel mirino»

Livorno, i ladri-vandali tornano a colpire dopo 24 ore: dieci yacht ko. In un filmato due giovani in azione. I soci: «Più controlli»

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LIVORNO. C’è chi, dopo il primo furto e i primi danni, aveva riparato subito la porta della cabina, trovandola nuovamente distrutta a distanza di neanche 24 ore. E c’è chi, nel giro di due notti, prima ha fatto i conti con televisori e navigatori rubati e poi con vetrate e gavoni sfondati. Sì, i ladri-vandali hanno colpito per la seconda volta le barche ormeggiate in Darsena Nuova: nella notte tra giovedì e venerdì hanno svaligiato sette piccoli yacht, mentre quella successiva - intorno alle 1,30 - sono tornati non solo sulle stesse imbarcazioni, ma anche su altre tre, facendo altri danni per decine di migliaia di euro.

Siamo a due passi dal ponte girevole, dove una volta c’era la fabbrica di eliche navali Lips, dalla parte opposta rispetto alla cantina del Borgo. I ladri-vandali - secondo i proprietari degli yacht, alcuni dei quali sopra i 12 metri e di grande valore - sono arrivati ancora una volta dal mare, caricando la refurtiva sulla loro imbarcazione e allontanandosi via mare senza farsi notare sulle banchine. E stavolta, grazie al sistema di videosorveglianza di una delle barche colpite, c’è anche un filmato in cui si vedono due giovani in azione, immagini fondamentali per le indagini e per risalire ai responsabili. Che in totale potrebbero essere tre, con il terzo in attesa sull’imbarcazione utilizzata dalla banda per mettere a segno i furti.

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«Siamo nel mirino, inutile girarci intorno - lo sfogo di Enrica Picchi, socia del Porto Mediceo, che gestisce quel tratto di banchina attraverso un’autorizzazione provvisoria - questo è un vero e proprio accanimento nei nostri confronti, fatto non solo di furti ma anche e soprattutto di spregi. Noi crediamo che arrivino a bordo di una barca per due motivi: intanto perché sarebbe rischioso scappare per strada con i televisori rubati, poi per sfruttare il buio della notte e fuggire via mare. Questo non esclude però altre ipotesi, a partire da eventuali buchi nelle recinzioni del cantiere di via Edda Fagni».

In ogni caso, alla luce dei due furti dello scorso fine settimana, i diportisti chiedono più controlli in questo periodo. «Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri e chiesto più attenzione alla Polmare - chiude Picchi - il primo campanello d’allarme risale comunque ad alcune settimane fa, con quattro canne da pesca rubate su una barca, e ora ecco questi due raid. Siamo preoccupati, è normale, e di notte non possiamo certo stare tranquilli: il rischio è quello di tornare al molo e trovare la barca nuovamente distrutta».

 

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