Il Tirreno

Livorno

Notte bianconera il Borgo è tornato

di Juna Goti
Notte bianconera il Borgo è tornato

Il Costante Neri spazza via di un secondo i sogni del Pontino Venezia terzo davanti al Benci. È decisivo il Palio marinaro 

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LIVORNO. Lo speaker annuncia il tempo fermato dal cronometro e in casa bianconera scoppia la festa. Con tanto di tuffo nell’acqua dei fossi. Che non è esattamente l’acqua di Calafuria, ma chi se ne importa quando in palio c’è il drappo di una delle manifestazioni più belle e sentite della città. È stato il Borgo a portarsi in cantina la cinquantunesima edizione della Coppa Ilio Dario Barontini. Il Costante Neri ha vinto per il secondo anno di fila, spazzando via di appena un secondo i sogni del Pontino, che ha ottenuto un bel secondo posto ma che sperava di portarsi nella fossa dei leoni un trofeo che sugli scali delle Cantine manca da più di vent’anni (dal 1997). Si è invece dovuto accontentare del terzo posto il cavallino rosso del Venezia, che lungo i canali medicei di casa non è riuscito a ripetere l’impresa della Ris’iatori.

Così ecco ripetersi una storia nella storia, con i veneziani che vincono in casa del Borgo e il Borgo che si rifà subito in casa del Venezia. Il siparietto nel dopo gara tra Gino Corradi, sangue rossobianco, e Paolo Cantini, bianconero, si trasforma in una chicca da gustare con il sorriso. «Presidente complimenti, ha vinto la Livorno marinara...», lo stuzzica con sorriso e stretta di mano il primo. «Voi avete vinto la Risi’atori e noi vi abbiamo preso la Barontini, ci vediamo al Palio...», risponde il secondo.



Droni, maxi schermo e pienone

La gara si apre con una lettera per non dimenticare le vittime dell’alluvione e i morti sul lavoro che la città ha dovuto piangere.

Sotto il cielo della Barontini, che anche quest’anno ha sposato il Cacciucco Pride e la Notte blu, gli organizzatori parlano di almeno 35mila spettatori. E non è difficile da credere guardandosi intorno. La novità della cinquantunesima edizione sono i droni che si alzano in cielo per seguire le palate degli equipaggi e il maxi schermo che mostra per la prima volta le sfide in diretta. Metro dopo metro, ponte dopo ponte, fino alla ripresa più bella sotto al Voltone. Sorride il neopresidente Claudio Ritorni: «Abbiamo fatto una prova, il bilancio è positivo, 35mila persone, per noi una responsabilità in più in vista del prossimo anno, dovremo lavorare con l’aiuto di tutte le sezioni nautiche a quella che continua ad essere la festa di popolo più importante della città». Lui che è nato in via del Leone sorride da presidente del comitato organizzatore, meno da tifoso del Pontino: «Questa volta ero sicuro di aver vinto...». E invece ha vinto il Borgo.



La classifica

La tensione si scioglie all’ultimo secondo, come in ogni Barontini che si rispetti. Gli ultimi tre equipaggi a partire sono Pontino, Borgo e Venezia. Quando lo speaker annuncia il tempo dei rossobianchi, in casa Borgo esplode la festa. Il cronometro parla così: Borgo (14'58''45), Pontino (14'59''45), Venezia (15'07"7), Ovosodo (15'14"98), San Jacopo (15'29"47), Ardenza (15'35"14), Salviano (15'43"28), labrone (15'45"98).

«È stata una gara eccezionale, ha vinto il più forte», non sta nella pelle il presidente Cantini: «L’equipaggio ha avuto sfortuna alla Risi’atori, ma si è rifatto subito, con distacchi significativi. Il Pontino ci ha fatto paura, ma al Venezia abbiamo dato 8-9 secondi...Ringraziamo l’allenatore Filippo Mannucci, tutta l’equipe, Alessandro Neri».

A fine gara si fa avanti l’ipotesi di un ricorso del Venezia per una barca “parcheggiata” male dopo il ponte dei Francesi. Ma dalla giuria Uisp chiariscono poi che nessun ricorso è stato presentato. Il numero uno del Pontino, Attilio Lemmi, applaude ai suoi atleti e ai vincitori, ma non ci gira tanto intorno a quel secondo di distacco: «Ci va giù male, la vittoria ci manca. Ora c’è il Palio, pensiamo a quello».



Bis per il timoniere

Alla premiazione partono i cori dei bianconeri. In barca: Filippo Mannucci, Alessio Zapparata, Aldo Lunardi, Emiliano Ceccatelli, Alessandro Battini, Federico Franchini, Christian Chiarugi, Matteo Baluganti, Davide Bonomo, Ermes Bacci.

Al timone Thomas Poli, che ha vinto la Barontini per il secondo anno consecutivo e che si è portato a casa il premio speciale del Tirreno riservato al miglior timoniere. Perché il timoniere è l’uomo aggiunto che nella Barontini, tra le insidie dei canali, può fare la differenza. «Questo equipaggio – la chiude così – se lo merita, dopo la Risi’atori avevamo voglia di riscatto».

Ora la parola passa al Palio (30 giugno). E al sorteggio delle boe.

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