Gioco
Dopo il Chiantishire, ecco il Valderashire anche per l'effetto-Bocelli
Il boom di presenze turistiche grazie al paesaggio e alla vicinanza con l'aeroporto di Pisa. Da Lajatico a Peccioli, a Pontedera: agricoltura, vino, cibo e buon vivere sono gli altri punti di forza
PONTEDERA. Pontedera, Peccioli, Lajatico. Dalla città della Vespa al paese di Bocelli, passando in una terra fatta di agricoltura, bellezze paesaggistiche, vino, cibo e buon vivere. Una cartolina dalla classica Toscana che punta in alto. Il turismo, da queste parti, non è mordi e fuggi. Ma non è neppure di massa e quindi non parla italiano, ma americano, tedesco, olandese e inglese. Case vacanza da oltre cinquemila euro a settimana, prezzi per le migliori sistemazioni nei resort che s’impennano anno dopo anno, una stagione che si allunga grazie alla bravura degli operatori e da una capacità naturale di attirare visitatori disposti a spendere molto, ma decisi a voler vivere un’esperienza full-immersion nella Toscana più autentica. È la Valderashire che fa concorrenza al Chianti, dove i prezzi del mercato immobiliare sono più alti e dove la tipicità sta, lentamente, lasciando il posto a cartelli scritti in inglese agli ingressi delle botteghe e a pienoni da capitali europee.
La posizione, nel turismo, è fondamentale. A Pontedera e dintorni si è vicini al mare, alle città d’arte e a luoghi unici come Volterra e San Gimignano. «Ma soprattutto siamo favoriti dall’aeroporto di Pisa – dice Pier Luigi Cioni, amministratore della Hispanico Hotel Group che gestisce gli arrivi dei turisti in strutture come il Borgo di Colleoli, il San Ruffino resort e altri nove agriturismi – I continui voli da tutta Europa sono una manna per questa zona che sta registrando un grande interesse nel turismo internazionale».
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Un valore aggiunto, il Galileo Galilei. Ma che non spiega fino in fondo la crescente voglia di Valdera che serpeggia nel segmento luxury. Antonella Carpenito di Villa Larino, una casa vacanze sopra il borgo di Alica a Palaia non ha un vero e definitivo perché rispetto al fatto che la struttura da dodici posti che gestisce sia piena da marzo a novembre con prezzi a settimana, in altissima stagione, da 5.375 euro e che le prenotazioni arrivino anche un anno prima sul periodo di soggiorno. «So però cosa piace ai nostri clienti che, in prevalenza, arrivano dagli Stati Uniti e dal Canada – dice la manager – Fanno escursioni nelle migliori cantine di vini della zona, in special modo quelle dell’area di Terricciola come Podernovo, La Chiesa e La Spinetta. Oppure chiedono la “truffel experience” andando nei boschi con i responsabili della Savini Tartufi alla ricerca del prezioso tubero, immergendosi completamente in una delle tipicità più profonde di questa terra».
A Villa Larino si affitta la struttura e poi si scelgono i servizi a domicilio. Come lo chef, l’estetista, l’esperto in massaggi. Una vetta in fatto di turismo d’elite che confina con un borgo famoso da queste parti, Villa Saletta. Un luogo magico ormai ridotto a uno stato pressoché fatiscente, con un’azienda agricola molto florida, ma che sta per essere trasformato in una struttura ricettiva di super lusso. Un progetto di cui si parla da anni, ma che sembra ormai in dirittura d’arrivo per essere trasformato in un cantiere da cui ricavare uno scrigno fatto di esclusività, servizi al topo di gamma e clientela estremamente facoltosa.
Una categoria superiore al cinque stelle per quello che chiamarlo resort appare riduttivo. Centoventi suite, una spa, una piscina, due ristoranti, un bar e un centro congressi. Questo nel corpo principale del borgo. Poi ci sono i sedici casali sparsi nei dintorni che saranno ristrutturati, facendo salire a duecento il numero delle suite. In arrivo super ricchi, ma anche posti di lavoro in un’azienda che sta per inaugurare a breve una cantina di vini da mille e una notte. Il piano d’intervento, inizialmente, prevedeva la creazione di un resort. Poi, però, le indagini di mercato hanno indicato una via superiore, anche in questo caso fatta di un’esperienza da vivere nella Toscana più autentica invece dell’ostentazione del lusso, come diceva il direttore generale della Fattoria Villa Saletta, David Landini poche settimane fa.
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A Palaia c’è anche Borgo di Colleoli, creato da un gruppo scozzese che ne aveva fatto una sorta di multiproprietà per poi fallire e lasciare il campo a un nuovo corso che lo ha trasformato in una delle strutture più attrattive della zona. Occupazione dei posti letto pressoché totale nel cuore della stagione estiva con un prolungamento del periodo lavorativo che ormai va da marzo a ottobre. Clienti britannici e nordeuropei. Praticamente zero gli italiani. Un caso? «Per niente – riprende Cioni – Strutture come la nostra stanno diventando ambitissime da una clientela super lusso. E, di questi tempi, sono gli stranieri a poter spendere». Basta avere “l’oggetto” giusto e saperlo gestire al meglio. Al Borgo di Colleoli, per esempio, avendo allungato la stagione, dopo aver alzato il livello dei servizi c’è stato un aumento dei prezzi. Nel 2009 il costo più alto per una suite era di 180 euro a notte. Oggi ne servono 390. Una spesa che non spaventa, anzi, sembra dimostrare che la via da percorrere per la Valderashire è quella d’insistere sul trend ormai chiaro.
Del resto, in questa zona c’è anche Lajatico che “sfrutta” la fama del suo figlio più illustre, Andrea Bocelli. Ma che aggiunge a questo “marketing naturale” anche il fascino del paese della campagna toscana con un regolamento comunale in grado di accelerare pratiche di ristrutturazione di casali abbandonati. E il risultato di otto casali ristrutturati o in via di recupero negli ultimi cinque anni (quasi tutti da stranieri) la dice lunga sul livello di attrattiva del lembo di terra tra Pontedera e il Volterrano.
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