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Livorno

Nasce Spil 2, ma solo grazie alla maggioranza

Nasce Spil 2, ma solo grazie alla maggioranza

Le opposizioni escono dall’aula: «Impossibile esprimersi su un atto senza avere documentazione» 

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LIVORNO. Da una costola di Spil la maggioranza Cinquestelle ha dato vita a “Spil 2”. Con le opposizioni che sono uscite dall’aula non partecipando al voto, i consiglieri pentastellati si sono votati dunque in solitaria l’atto costitutivo della nuova società Spil Strategic Contract Logistic, che incamera le zolle d’oro della Paduletta. Le quote, all’80% sono state messe a suo tempo sul mercato e vendute a un privato, Iss Palumbo, che si è aggiudicato un bando di gara pubblico, mentre il restante 20% è rimasto in mano alla stessa Spil.

«La Spil è in una situazione di tensione aziendale - ha spiegato l’assessora Valentina Montanelli al consiglio, ripercorrendo la travagliata situazione della partecipata - e l’elemento centrale del piano di risanamento si ottiene con il conferimento dell’area Paduletta, dentro la nuova società Spil 2 e la vendita dell’80 per cento delle quote al privato, che garantirà la liquidità, all’incirca 14,5 milioni, necessaria a sostenere il piano». La newco, la nuova società partecipata mista pubblico privato si potrà occupare di attività inerenti la logistica di stabilimento, il packaging industriale, le piattaforme logistiche, i trasporti, l’engineering, l’assistenza e costruzione moduli. E potrà svolgere attività di compravendita, locazione e gestione di immobili propri e quelli che costituiscono il proprio patrimonio immobiliare, la ristrutturazione, adattamento e valorizzazione del patrimonio immobiliare della società. Così come sempre previsto dall’oggetto sociale la newco potrà svolgere ogni altro servizio connesso direttamente o indirettamente con tutte le attività suddette.

Poi la stessa Montanelli ha illustrato rapidamente i contenuti del piano industriale della newco che delinea tre scenari così come sono stati formalizzati nel piano dell’advisor Kpmg: un primo scenario che nella fase iniziale prevede semplicemente di incamerare l’introito del contratto di affitto Cilp, 1,3 milioni all’anno, appunto dal primo gennaio 2020 al primo gennaio 2028. Un secondo scenario che prevede invece lo sviluppo dell’attività a partire dal primo gennaio 2019, con la previsione di uno sviluppo economico, sfruttando l’investimento del socio privato, la previsione di 71 assunzioni, di cui 7 ad alta specializzazione, e un incremento di fatturato di 500mila euro in 5 anni . Nel terzo scenario, infine, si prevede che tutte le attività descritte e le ipotesi di sviluppo partano dal 2028 cioè dalla scadenza del contratto di affitto con Cilp.

La differenza dei vari scenari tiene conto che sull’area insiste un contratto di affitto tuttora vigente con Cilp, in scadenza nel 2028. «Quindi - ha puntualizzato l’assessora - se non si trova un accordo con Cilp il piano di sviluppo slitterà nel tempo. Diversamente, se si riuscirà a trovarlo il piano potrà essere anticipato». Andrea Raspanti (Futuro), motivando la scelta di non partecipare al voto, parla di “messinscena” perché si arriva a questa che viene definita come scelta obbligata «dopo aver visto tutto e il contrario di tutto». «A Spil resterà solo un parcheggio - ha detto - mentre tutto quello che è di valore passerà in mani private: dove sta il vantaggio non riesco a vederlo».

Così come Yari De Filicaia (Pd) che sottolinea come l’area Paduletta, strategica per il piano regolatore portuale, finirà per valere molto di più: dieci volte tanto. «E dunque qual è l’interesse collettivo?», si chiede lo stesso De Filicaia, tanto più che è vero che «il Tar ha bocciato la sospensiva sul ricorso Cilp, ma dice anche Cilp può stare tranquilla in virtù del contratto di affitto che ha fino al 2028». Anche Elisa Amato (Fi) ha sollevato dubbi sull’interesse collettivo dell’operazione che viene giustificato dall’amministrazione proprio con il salvataggio di Spil. Infine è lo stesso Caruso che dai banchi d’opposizione annuncia l’uscita dall’aula: «Impossibile esprimersi su un atto subordinato a documenti che noi consiglieri non abbiamo».

(e.p.)

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