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"L’uomo-Ufo" e fuochi d'artificio: la super festa per la nave extralusso - Video
Livorno: grandi festeggiamenti per l’inaugurazione della nave da crociera Viking Orion, ultima nata della flotta della compagnia di navigazione norvegese
LIVORNO. Per un giorno interno i livornesi sui social sono andati a caccia di quel benedetto Ufo: anzi, un oggetto volante davvero non identificato perché pareva meno di metà della metà di quel che penseremmo essere un Ufo. Di piu: era proprio piccolo quanto un puntino. Come se gli uomini volassero: ma gli uomini non volano, si era detti tutti mentre rimbalzavano su Facebook dubbi buffi e interrogativi sconclusionati.
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VIDEO. L'uomo-Ufo
Non volano, no. Eccetto Franky Zapata, 39 anni a settembre. È lui l'Ufo che in molti avevano già visto volteggiare in cielo mercoledì sera. Un tipino francese che col brivido ha sempre avuto a che fare: alla metà degli anni '90, niente più che un ragazzino eppure era campione di moto d'acqua. Poi i titoli iridati, quindi l'invenzione di nuove discipline motonautiche con una sorta di freestyle che toglie di mezzo la macchina e mette la propulsione jet addosso all'atleta trasformandolo in un corpo-macchina. Basta premere l'acceleratore del freestyle e togliere l'aspetto sportivo, ed ecco uno show che ha un fascino con pochi eguali: l'uomo volante.
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VIDEO. I fuochi d'artificio
Se il ruolo di protagonista dell'evento nel Porto Mediceo fra calata Sgarallino e Fortezza Vecchia spetta ovviamente alla nave da crociera Viking Orion, ultima nata della flotta della compagnia di navigazione norvegese che ha proprio una nave vichinga come emblema aziendale, il volo di Zapata ha sicuramente conquistato attenzione, emozioni, sguardi, sogni. «Voglio farlo anch'io da grande», dice il figlio piccolo in braccio a Paolo Lemmi. «Come lui», rincara il bimbo di un'altra coppia, e forse neanche lui è in età da elementari. «È stata una fortuna averlo potuto vedere», aggiunge Nico Bacci: «Eravamo a spasso, abbiamo visto quell'ambaradan di luci sopra la Fortezza e siamo venuti a curiosare. Ma nessuno lo sapeva, è stato un caso».
Già, perché in realtà erano tutti spettatori di una festa altrui. Quella dell'inaugurazione della nave alla quale mister Torstein Hagen, magnate scandinavo finito fra i miliardari (in dollari) censiti da Forbes e armatore-fondatore della più importante compagnia al mondo nel settore delle crociere fluviali, ha voluto invitare come ospiti gratis 600 suoi amici presi sì in Norvegia ma anche ai quattro angoli del mappamondo. Già, perché questa nave è destinata a una clientela americana e australiana.
L’ha fatto accompagnato da sua figlia Karine e dall’amministratore delegato della Viking Cruises Jeff Dash, oltre a una sfilza di alti dirigenti, e dall’ambasciatrice di Norvegia in Italia miss Margit F. Tveiten. Tra gli ospiti italiani il presidente dell’Authority Stefano Corsini e il presidente della Porto 2000 Luciano Guerrieri. Nel pomeriggio lo scambio dei “crest” al quale hanno preso parte il prefetto Annamaria Manzone, il comandante della Capitaneria ammiraglio Giuseppe Tarzia, il questore Orazio D’Anna e il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Alessandro Magro.
L’uomo-Ufo non è stato l’ultimo colpo di una festa che ha avuto come maestro di cerimonie la star dei matematici made in Italy, Piergiorgio Odifreddi, come cantante il tenore Sissel Kyrkjebø. L’incarico di madrina della nave è stato affidato a un’altra figura del tutto fuori dal comune: stiamo parlando di Ann Fisher, ex astronauta statunitense.
Cosa c’entra una cosmonauta con una love boat? In verità, la scelta non è senza motivo. Per capirlo però bisogna essersi infilati nel pomeriggio nel “ventre” dell’antico fortilizio mediceo fino al bastione rotondo dell’Ampolletta che presenta un curioso effetto con la cosmologia vichinga “disegnata” a colpi di luci e proiettori sulla volta e un pianeta di “fuoco” proprio in corrispondenza del foro al centro della cupola.
È un percorso che, da un lato, mette l’accento sulla mitologia vichinga che ritroviamo tanto nel nome come nel logo aziendale di questa compagnia di navigazione (che è cliente fissa del porto di Livorno) e, dall’altro, rappresenta un fortissimo fattore identitario di un popolo di navigatori che rivendica di aver scoperto l’America secoli e secoli prima di Cristoforo Colombo.
Ma, insieme ai vichinghi e alla loro nave (drakkar), ecco che figura Galileo: chissà se gli sceneggiatori della festa sanno che davvero lo scienziato pisano aveva fatto dalla Fortezza gli esperimenti col suo “celantone”: a loro interessa il Galileo delle stelle. Ecco che di notte le stelle vengono disegnate dai proiettori blu-verdi sul Mastio di Matilde: si affaccia il vichingo con in mano l’ascia. Ci penserà l’ “uomo volante” a schizzare verso il cielo e poi fare un giro della nave prima di consegnare l’ascia alla madrina per il rito del “taglio”.
Subito dopo il cielo si incendierà di fuochi d’artificio: uno show con uno stile differente da quelli ai quali siamo abituati, tutto nel segno del bianco e rosso aziendali più un tocco di verde ogni tanto come omaggio al tricolore italiano. Mai uno spettacolo di “fuochi” così negli ultimi vent’anni.
Peccato solo che non l’abbiamo visto in molti: del resto, eravamo come ospiti in casa nostra. Ma con la magia di una Fortezza Vecchia così straordnaria e così vicina alla banchina, questo potrebbe diventare un format anche per altre inaugurazioni.
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