Gioco
Paura dei gabbiani all’asilo
Un fornitore si è chiuso nel suo furgone per timore di essere attaccato
LIVORNO. «Ma signora, “assalire” è una parola un po’ grossa, non crede? Gli uccelli non hanno mica l’abitudine di assalire la gente senza motivo, no?». Lo sceriffo Al Malone rispondeva così alla signora Brenner che nel celebre film “Uccelli”, di Alfred Hitchcock, aveva appena riferito dell’aggressione di un gruppo di gabbiani. Dal cinema alla realtà il passo a volte è breve. Due giorni fa, una scena simile si deve essere ripetuta per le strade di Livorno, nel bel mezzo del quartiere La Rosa, quando uno dei fornitori della cucina che prepara i pasti per due asili nido, quello privato Satellite di via Michel e quello comunale la Coccinella di via Romagnosi, è dovuto rimanere chiuso nel furgone senza poter consegnare la merce perché rischiava la stessa sorte appena descritta nella sceneggiatura di Hitchcock. Problemi al servizio poi in realtà non ci sono stati, ma il gruppo di gabbiani che stazionava nella zona in cui sono stati posizionati i cassonetti per la differenziata, probabilmente attirati dai rifiuti e dagli avanzi di cibo, ha spaventato gli addetti. Tant’è che il Comune ha girato prima la segnalazione ad Aamps e poi alla polizia municipale per cercare di risolvere il problema. I due asili hanno una parte centrale attrezzata a servizi, con la cucina che serve sia l’uno che l’altro, e quindi con la produzione interna dei pasti per i bambini (il Satellite pur se privato è infatti convenzionato con il Comune e opera in locali di proprietà comunale). Subito gli uffici di palazzo civico hanno inviato una comunicazione ad Aamps con la richiesta di spostare in altro luogo i cassonetti della differenziata, attualmente posizionati al di fuori della cucina, in un viale interno passaggio obbligato per l’approvvigionamento. «Alcuni fornitori - spiegano dal Comune - ci hanno riferito che l’altro giorno c’erano dei gabbiani aggressivi nei loro confronti. Così dopo verifiche abbiamo scoperto che avevano nidificato proprio sul tetto dell’asilo e forse per questo erano aggressivi. Così abbiamo subito interessato la polizia municipale per effettuare la rimozione dei nidi».
Enrico Paradisi
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