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Non si trovano i bagnini per la Costa degli Etruschi

Non si trovano i bagnini per la Costa degli Etruschi

Da Cecina a San Vincenzo ci sono ancora 16 offerte di lavoro senza candidati Il 15 giugno parte la stagione. Gli operatori: «C’è anche chi rifiuta il lavoro»

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CECINA. «C’è anche chi rifiuta il lavoro». A sud di Castiglioncello gli operatori del turismo così sintetizzano la difficoltà a trovare bagnini. «L’anno scorso, in questi stessi giorni, eravamo già pronti all’apertura stagionale con l’organico al completo». E quest’anno? A una settimana dall’avvio, il 15 giugno, resta più di un cartello affisso: cercansi assistenti bagnanti disperatamente. Tirate le somme restano su piazza almeno 16 opportunità.

«Mi servono 4 bagnini e per adesso ne ho solo uno». Dà i numeri Alberto Nencetti tra i titolari dello stabilimento Ippocampo a Marina di Cecina, zona Gorette. «Per adesso facciamo fronte io e gli altri soci, siamo tutti brevettati. Quest’anno ci troviamo a fronteggiare un ricambio generazionale, con alcuni dipendenti storici che hanno lasciato perché hanno trovato impieghi a tempo indeterminato. Noi riusciamo a garantire contratti anche per 6 mesi se si è disponibili a occuparsi delle manutenzioni a fine stagione balneare».

A Fabrizio Bibbiani, titolare dell’omonima ditta individuale a cui fanno capo le postazioni sulla spiaggia libera a Marina di Bibbona sono arrivate richieste di bagnini anche dal Lazio. «Per la stagione me ne mancano tre per completare l’organico. Ed è il primo anno che succede».

A confermarlo è anche Andrea Cecconi, coordinatore Fin per il settore Salvamento: «Ricevo richieste da imprese balneari e agriturismi per le piscine, ma anche da società interinali. Tra queste, una mi ha chiesto nei giorni scorsi di indicarle sette nominativi di persone brevettate ai corsi che tengo per la Federazione italiana nuoto».

Ma quanto si guadagna? Nella vaghezza delle cifre l’ordine di grandezza è di 1.100 euro netti al mese. E il brevetto deve essere rinnovato ogni tre anni. «Ai corsi abbiamo avuto un netto calo di frequenza - dice Stefano Fei, direttore della sezione Val di Cornia della Società di salvamento Genova -. Quest’inverno dei due previsti abbiamo avuto iscritti solo al primo. Non ho la pretesa di spiegare che cosa stia accadendo. Certo è che si deve tenere di conto dell’investimento per ottenere il brevetto, circa 450 euro, in rapporto a quanto si andrà a guadagnare». Mentre il collega della sezione Costa degli Etruschi Stefano Agnoloni: «Chi vuole riesce a lavorare. E da qualche anno ai corsi si affacciano anche persone di 40 o 45 anni, spinti dal bisogno di trovare un impiego. Ma il bagnino non è un mestiere come un altro, serve una specifica consapevolezza del ruolo».

L’offerta non è in grado di soddisfare la domanda. Spesso i neo-bagnini rifiutano le opportunità lavorative per mancanza di interesse o il timore per il grande impegno giornaliero che comporta questa professione.

«Il lavoro manca nel resto dell’anno, ma in questi mesi ci avanza», dice Marco Maielli, amministratore di Lifeguard Costa Ovest Srl. La società che gestisce i piani di salvamento a Castagneto Carducci e San Vincenzo fanno capo 60 bagnini.

«Abbiamo ancora due posizioni aperte - afferma Maielli -. Conto di chiudere il cerchio entro il 15 giugno». E aggiunge: «La professionalità richiesta per questo lavoro non è riconosciuta in modo adeguato. E poi è normale che trattandosi di contratti stagionali chi riesce a trovare anche un mese in più o un lavoro più vicino a casa sceglie altro». Il fronte più scoperto è quello delle spiagge pubbliche di San Vincenzo, in particolare lungo il parco naturale costiero di Rimigliano: per garantire il servizio dal 15 giugno si cercano 10 assistenti bagnanti

Manolo Morandini

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