Gioco
Molo Novo, divieti presto dimezzati
Ancora non c’è la decisione ufficiale ma si ipotizza di limitare allo stretto indispensabile le aree proibite sulle dighe foranee
LIVORNO. A dispetto del tempo bislacco di una estate che viene e che va, sembra esserci una schiarita definitiva relativamente allo spinoso caso nato attorno al divieto con cui l’Authority ha reso completamente tabù il Molo Novo, la Diga della Meloria e quella della Vegliaia: niente pesca, niente tuffi, niente tintarella, niente giratine in barca.
La svolta l’avevamo già anticipata nelle scorse settimane ma il sopralluogo di ieri ha mostrato che i rapporti fra Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, e il “popolo delle barchette”, protagonista di una clamorosa protesta, non sono più sotto il segno dello scontro, anzi.
Tace l’Authority, tace il presidente Stefano Corsini. Ma “parla” alquanto il fatto che si sia reso disponibile ad andare di persona a fare un sopralluogo insieme al fronte dei pescasportivi (il direttore Fiops Francesco Ruscelli e il pluricampione Marco Volpi insieme a Andrea Lami, presidente provinciale Fipsas, e Flavio Cinali, esponente del comitato di protesta). A bordo dell’imbarcazione messa a disposizione dall’Authority anche esponenti politici (il deputato livornese Andrea Romano, il consigliere regionale Francesco Gazzetti e il consigliere comunale Marco Ruggeri) così come il dirigente della Regione Toscana Luca Della Santina in rappresentanza dell’assessore Vincenzo Ceccarelli.
L’idea di fondo: limitare il divieto allo stretto necessario. Dunque, non più un “no” totale all’accesso a tutte e tre le dighe ma lavori di manutenzione e zone vietate circoscritte.
Tradotto: ad esempio, riguardo alla Diga della Meloria, una volta realizzati i lavori di manutenzione («dovrebbero portar via una ventina di giorni»), si dovrebbe poter tornare a pescare in quella zona. “Dovrebbe”, sì: il condizionale deriva dal fatto che le decisioni verranno prese in un tavolo tecnico nei prossimi giorni. Ma le parti confermano ottimismo.
Non c’è solo la diga rettilinea a nord, però. Quanto al Molo Novo, si conta di individuare zona per zona i punti che sono meno compromessi e consentire lì l’ok alla pesca.
Beninteso, stiamo parlando con l’ottica dei pescasportivi: ecco perché diventa centrale allora sapere se un altro pezzo di attività da esonerare dal divieto possa essere la pesca dalla barca ormeggiando in zona.
Un paragrafo a sé lo merita la Vegliaia: risulta forse la diga in condizioni più problematiche ma qui, oltre alla deroga per poter comunque effettuare le manifestazioni sportive, si punta al coinvolgimento delle associazioni per la gestione.
Il movimento nato spontaneamente dopo il diktat con cui l’Authority aveva vietato del tutto sia Molo Novo che Diga della Meloria come pure la Vegliaia all’utilizzo da parte dei diportisti, dei bagnanti e dei pescatori. Dietro le quinte c’erano i timori per il rischio di cedimenti di alcune strutture delle dighe foranee emersi nel corso di un sopralluogo a febbraio.
Il sopralluogo consolida lo spiraglio già emerso in un precedente round: stop a toni da battaglia campale, sì a una trattatuva pragmatica. Ovviamente evitando che qualcisa caschi in testa a qualcuno...
In un post su Facebook il campione Marco Volpi insiste su un aspetto: «Tutte le volte che qualcuno dietro una scrivania tira fuori un coniglio dal cilindro, stiamo pur certi che per i pescasportivi sarà nero e mai bianco. Ecco perché è stato importante far sentire la nostra voce: siamo una realtà che vale 2 milioni di appassionati e muove un indotto da 3 miliardi di euro».
Il direttore Fiops Ruscelli va oltre: segnala che presto probabilmente avremo le regole per aprire alla pescasportiva all’interno dei porti: partendo dal caso livornese ma senza fermarsi a Livorno, sarà una normativa valida in tutta la Toscana.
Mauro Zucchelli
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