Il Tirreno

Livorno

Per lo sviluppo sostenibile serve integrarsi

Per lo sviluppo sostenibile serve integrarsi

La Cgil presenta un nuovo modello di contrattazione per lavoro, ambiente, clima e territorio

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La Cgil Toscana presenta a Livorno la “Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile”, modello di contrattazione per il lavoro, l’ambiente, il clima e il territorio rivolto alla pubblica amministrazione. «La piattaforma si sviluppa sulle tre direttrici di acqua, aria e terra, e integra in modo inscindibile ambiente e occupazione», spiega Patrizia Villa, che dalla segreteria provinciale di via Giotto Ciardi ha riunito al tavolo di palazzo Pancaldi esperti del mondo accademico, vertici della Confederazione, presidenti di partecipate e amministratori locali: «Mettiamo nella Costituzione lo sviluppo sostenibile, e invochiamo un forte intervento dello Stato perché in tutta Europa siano premiate le filiere virtuose».

Pensare globalmente e agire localmente, come si dice. E Livorno, con la sua provincia che conta tre siti di interesse nazionale e ben due aree di crisi complessa, si trova proprio alla convergenza fra le tre direttrici; tra il Porto, l'inceneritore e un territorio costellato da aree industriali abbandonate da riconvertire.

«Bisogna investire di più e meglio per uscire davvero dalla crisi, e la Cassa Depositi e Prestiti non aspetta altro» dice Riccardo Sanna, (politiche di sviluppo della Confederazione), mentre il responsabile nazionale per bonifiche e amianto Claudio Iannilli invoca un’inversione di metodo: «Prima facciamo i piani di sviluppo, poi andiamo a intercettare le risorse. Mettere in sicurezza i siti non basta, vanno restituiti alla popolazione». Principio che vale per gli impianti chiusi, così come per quelli che chiuderanno: «Bene lo spegnimento dell’inceneritore ipotizzato dal Comune, ma ci dev’essere anche un piano per la gestione del rifiuto-risorsa armonizzato sul territorio», puntualizza il presidente di Geofor Daniele Fortini. Una questione di programmazione che tocca l’assessora Francesca Martini e il sindaco colligiano Lorenzo Bacci. «La nostra amministrazione lavora con Arpat per abbattere maleodoranze e rilasci di sostanze nell'atmosfera, mentre Eni andrà a ridurre a zero entro fine anno le esalazioni. Questo mentre vincoliamo i nuovi insediamenti industriali a oneri di urbanizzazione “verdi”» illustra Bacci riferendo di «Soprintendenze spesso passive sulla questione ambientale». Martini sposta invece l'attenzione sul retaggio politico della città: «Abbiamo un porto che si sviluppa nel segno del gigantismo, e i requisiti per accedere ai fondi europei sono ben lontani dalla realtà delle amministrazioni locali. Inoltre - prosegue - siamo prigionieri del debito delle partecipate, e il pubblico può dare un indirizzo concreto solo una volta rientrato in possesso dei propri asset strategici». Non è facile dunque tradurre il dibattito nella pratica, come riconosce lo stesso segretario generale livornese Fabrizio Zannotti: «Per affrontare le sfide vecchie e nuove dovremo andare anche oltre le municipalità, verso un’area metropolitana di Tirrenia che comprenda anche la provincia di Pisa». E Maurizio Brotini, dalla segreteria regionale, ribadisce «la necessità è fare fronte comune contro un Mercato che rischia di spazzare via quel poco che è sopravvissuto alla crisi».

Matteo Scardigli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web