Gioco
Posteggio a Calafuria decisa la chiusura per sistemare la buca
La protezione civile ha contattato la proprietà del terreno che si è subito impegnata a mettere in sicurezza l’area
LIVORNO. La voragine del posteggio di Calafuria ha già un nome e un cognome. O meglio, da ieri si può dire che c’è il nome e cognome di chi si dovrà occupare di impedire l’accesso all’area e di conseguenza di provvedere a risistemare quella buca profonda e pericolosa che si è allargata a destra dell’ingresso. La Protezione civile del Comune, infatti, dopo la segnalazione dei vigili del fuoco, a seguito dell’incidente al 31enne di lunedì notte, è riuscita a rintracciare nella mattinata di ieri la proprietà del terreno, che appartiene in parti più o meno uguali a due società entrambe con sede a Livorno.
«La proprietà - spiegano dagli uffici della protezione civile - si è impegnata ad attivarsi quanto prima per mettere in sicurezza l’area in cui si è verificata la voragine, e nel frattempo anche a impedirne l’accesso al pubblico». Ieri l’altro infatti l’area era stata oggetto di una prima sommaria messa in sicurezza della protezione civile con gli operai di Clc, intervenuti a posizionare una serie di transenne intorno allo strapiombo, per impedire che qualcuno possa finirci dentro di nuovo.
Dopo l’alluvione del 10 settembre, oltre alla voragine, il posteggio è stato interessato da una frana di rocce e materiale di riporto vario che oggi ne ostruiscono parte dell’entrata. Fino all’estate scorsa il parcheggio era gestito direttamente dal Calafuria, un po’ a servizio dei bagnanti e dei frequentatori della scogliera e un po’ per i clienti del locale. Dopo l’alluvione, e concluso il periodo estivo, quello di affluenza massima, il posteggio è però rimasto senza un gestore. Incustodito, dunque, ma di fatto ancora aperto al pubblico. Tant’è che domenica scorsa, la prima vera giornata d’estate, è stato preso d’assalto dalle auto. E proprio uno dei clienti del Calafuria, all’una di notte, mentre stava andando a riprendere la sua auto, complice il fatto che l’area non è illuminata, è caduto nella grossa buca, per fortuna senza gravi conseguenze. Anche se per estrarlo, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco addirittura con l’attrezzatura speleo- alpina, tramite la barella taboga fissata a un verricello.
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