Il Tirreno

Livorno

Caccia al direttore anche l’ex assessore ci fa un pensierino

Caccia al direttore anche l’ex assessore ci fa un pensierino

Fasulo non esclude di partecipare al bando del Comune Ma non convince la durata dell’incarico: solo per un anno

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si muove il mondo dell’arte, e non solo, dopo che il Comune ha deciso di pubblicare una procedura selettiva per assumere un direttore scientifico dei musei: il museo di villa Mimbelli e il museo della Città appena inaugurato in piazza del Luogo Pio.

Il bando scadrà il 20 giugno. E all’ombra dei Quattro Mori sono in parecchi a preparare il curriculum da inviare al municipio. Così come, tra i papabili, c’è anche chi dietro le quinte fa sapere di avere già deciso di non farsi avanti – almeno non a questo giro – per alcune caratteristiche del bando. In particolare per la scelta dell’amministrazione di assegnare l’incarico strategico, che richiede un progetto di ampio respiro, per meno di un anno («l'incarico ha durata fino alla scadenza del mandato elettivo del sindaco», si legge nell’avviso).

Intanto non mancano le sorprese. La prima arriva dall’ex assessore alla cultura, Serafino Fasulo, che il sindaco Filippo Nogarin ha sostituito in corsa due anni fa con Francesco Belais. Fasulo, oggi art director della Fondazione Laviosa, contattato dal Tirreno conferma le voci circa un suo possibile passo avanti. «Se ho intenzione di partecipare alla selezione? Ci sto pensando, una mezza intenzione c’è, non è da escludere. Perché tutto sommato mi permetterebbe di continuare a occuparmi di quel che mi occupo da postazione più incisiva. Un’idea da assessore su come organizzare il sistema museale livornese ce l’avevo. Poi immagino che anche altri del settore si stiano interrogando, è normale».

Tra i nomi di papabili che si fanno nell’ambiente c’è quello di Mattia Patti, professore universitario a Pisa, molto conosciuto in città, che ha fatto parte anche del comitato scientifico che ha curato l’allestimento del nuovo museo. È stato tra coloro che hanno spinto di più, anche in modo critico, perché la rete museale avesse a coordinarla uno storico dell’arte, ma non è affatto scontato che decida di partecipare in prima persona.

Nell’ambiente si fa anche il nome di Alessandra Poggianti, critica e curatrice indipendente. E nel toto nomi è finito pure l’ex consigliere comunale Roberto Russo, che come racconta il curriculum si è occupato anche di arte e marketing culturale. Ma siamo solo all’inizio. (j.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web