Il Tirreno

Livorno

L’avvocato dell'imprenditrice indagata: «Nessun reato, c’è un errore»

L’avvocato dell'imprenditrice indagata: «Nessun reato, c’è un errore»

Livorno, i difensori contestano le accuse delle fiamme gialle dopo i sequestri: «Ha rinunciato all’eredità del figlio scomparso»

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LIVORNO . «Alla signora Carla Sardelli sono stati imputati i debiti fiscali del figlio scomparso, Alessio Ricciardi, nonostante la stessa avesse rinunciato all’eredità». È questo il cuore della difesa dell’imprenditrice finita nei guai per un presunto debito con l’Erario che ieri ha portato al sequestro di beni per quasi 700mila euro da parte della Finanza.

«Nel 2016 – spiegano gli avvocati Mauro Vivaldi e Francesco Agostinelli – ma neppure prima o dopo, l’imprenditrice ha mai avuto debiti in materia di imposte dirette, Irpef ed Iva, per l’importo di 545.353,42 euro, oltre a quello di 141.236,00 euro che le vengono contestati. Soltanto per un clamoroso infortunio della Agenzia delle Entrate – proseguono – alla stessa furono redatti ruoli per 357.939,60 euro divenuti poi con il maturare di ulteriore interessi moratori 364.950,05. Ma questi ruoli le vennero imputati quale erede di Alessio Ricciardi, il figlio scomparso nel maggio 2015. Il punto è che dopo la scomparsa del figlio, in assenza di ricorso tributario dello stesso, l’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Livorno, inopinatamente, procedeva alla traslazione a carico dell’imprenditrice dei ruoli esattoriali in materia di Irpef ed Iva già iscritti nei confronti del figlio ancora prima di accertare se il chiamato all’eredità avrebbe o meno accettato la vocazione ereditaria».

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In effetti – proseguono i difensori – il 5 maggio 2016 con atto notarile, Carla Sardelli e l’altro figlio Massimo Ricciardi, “rinunciavano puramente e semplicemente all’eredità”». Ecco perché il debito tributario – sottolineano «è quindi più basso di quello contestato (circa 200.000 euro) e fuori dal Trust (creato per salvaguardare i beni della Sardelli, ma non certo dall’Agenzia delle Entrate) sono stati lasciati beni “aggredibili” ampiamente capienti per far fronte a qualsiasi pretesa dell’Erario e cioè l’impresa individuale di Carla Sardelli“Piccoli Piaceri” con rilevante valore commerciale e anche un fondo commerciale sempre di importante valore commerciale di proprietà della donna in via Bernardina». «Ad ogni modo – concludono – il 23 febbraio scorso Carla Sardelli ha presentato al l’Agenzia delle Entrate Riscossione domanda di definizione agevolata dei ruoli che le vengono contestati dall’accertamento».
 

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