Il Tirreno

Livorno

Disabili maltrattati lo sfogo dei familiari

Disabili maltrattati lo sfogo dei familiari

Caso Stella Maris, si chiede con forza che sia fatto il processo prima possibile «L’inchiesta è stata chiusa a gennaio con 17 indagati, siamo molto provati»

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FAUGLIA. Le famiglie dei pazienti seguiti dalla struttura di Montalto della Fondazione Stella Maris a Fauglia si aspettavano tempi più brevi per arrivare alla definizione delle responsabilità degli operatori e dei loro superiori che sono stati indagati per maltrattamenti sui disabili.

IL PROCESSO. I genitori sono molto provati dall’attesa della fase dei rinvii a giudizio. Nello stesso tempo continuano a nutrire grande fiducia nella giustizia, come spiegano alcuni di loro, ed hanno continuato un percorso di richiamo di attenzione sui ragazzi, sempre seguiti dall’Agosm, associazione dei genitori degli ospiti della Stella Maris. Le indagini (17 le persone sottoposte ad accertamenti) sono state chiuse a gennaio, ma ancora formalmente non si è arrivati a definire quando potrà iniziare il processo sia per gli educatori e gli operatori coinvolti sia per i vertici della Stella Maris, indagati in concorso nel reato soprattutto per il mancato controllo di quello che succedeva a Montalto. L’obiettivo è che certi comportamenti non tornino a ripetersi, che ci siano più controlli. Oltre, ovviamente, a chiedere tempi certi per il processo. In questi mesi, spiegano dall’associazione, ci sono stati contatti con le Asl di appartenenza «abbiamo potuto constatare la scarsa, se non nulla, informazione delle situazioni e delle prese in carico. Poche le Asl presenti. L’impressione è che quando una persona entra in una struttura venga, troppo spesso, dimenticata».

L’INCONTRO CON SACCARDI. «Il 21 maggio siamo stati ricevuti dall’assessore alla sanità della Regione, Stefania Saccardi, insieme a Alessandro Campani della società della salute Pisa, e alle dottoresse Monica Calamai e Laura Brizzi. «Abbiamo portato la nostra preoccupazione circa il trasferimento di Montalto a Marina di Pisa (per il periodo previsto di fine anno 2019): la struttura di Marina ospita ancora i pazienti di Casa Verde. La struttura, inoltre, necessita di interventi di adeguamento e ampliamento per poter ospitare quelli di Montalto», fanno notare i genitori.

TELECAMERE A META’. Dopo l’inchiesta della Procura e le indagini dei carabinieri la Fondazione aveva promesso l’installazione di telecamere che però è avvenuta in maniera parziale, sembra anche per certe resistenze del sindacato. «Abbiamo ribadito che vorremmo l’installazione delle telecamere nei luoghi anche dove attualmente la legge non le prevede».

OPERATORI RIMASTI AL LORO POSTO. «Per noi è un’ingiustizia ed è intollerabile che il personale che ha assistito ai maltrattamenti senza intervenire in difesa dei ragazzi e senza segnalare accadeva, sia in servizio. Chiediamo che siano tutti rimossi, come assicurato dal direttore Cutajar alle famiglie un anno fa», dicono ancora i genitori.

LE CASETTE. «I moduli-casette di Montalto, che dovranno sostituire i moduli chiusi, a marzo 2017, perché abusivi, non sono ancora aperti: dovrebbero essere pronti a breve, ma per ora, i nostri figli svolgono le loro attività in ambienti ridotti».



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