Il Tirreno

Livorno

Daveti e le accuse «Non ho fatto niente e lo dimostrerò»

di Gianni Tacchi
Daveti e le accuse «Non ho fatto niente e lo dimostrerò»

Oggi l’interrogatorio di garanzia alle Sughere davanti al gip L’avvocato anticipa: «Chiederemo gli arresti domiciliari»

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LIVORNO. Sulle accuse: «Mi ha detto che è estraneo a tutti i fatti contestati e chiarirà la sua posizione, sarà questa la nostra linea difensiva». Sul momento dell’arresto: «Era sorpreso, su questo non ci sono dubbi, ma l’ho visto in carcere e tutto sommato ho trovato una persona tranquilla, abbastanza serena nonostante i risvolti mediatici». Sui prossimi passi: «Probabilmente faremo un’istanza per chiedere gli arresti domiciliari, alleggerendo così la misura cautelare nei suoi confronti». Parte stamani, con l’interrogatorio di garanzia alle Sughere davanti al gip Marco Sacquegna, l’iter giudiziario intorno al “vicerè” Giovanni Daveti, viceprefetto di Livorno con delega e reggenza all’isola d’Elba. E intanto è il suo avvocato, il livornese Claudio Altini, a chiarire alcuni aspetti in attesa che il funzionario dello Stato venga interrogato dal giudice per le indagini preliminari: «Devo ancora leggere tutti gli atti, anche perché si tratta di un fascicolo non indifferente - spiega il legale dopo l’arresto di Daveti - ma per il momento posso dire che il mio assistito respinge ogni accusa ed è convinto di dimostrarlo nel corso del processo. Ieri (venerdì, ndr) ho parlato con lui ed era sereno. Lo ripeto, ha detto di essere estraneo ai fatti e di non aver fatto niente».

Il viceprefetto livornese, arrestato giovedì mattina dalla Guardia di finanza insieme al boss della ’Ndrangheta Giuseppe Belfiore, nella tarda mattinata di oggi sarà quindi davanti al gip - come da prassi - per l’interrogatorio di garanzia. Con loro due, entrambi in carcere e accusati di essere a capo di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al contrabbando, sono finite nei guai altre sette persone, tutte ai domiciliari dopo il blitz delle Fiamme gialle. Daveti, 66 anni, all’isola d’Elba dal 2011 dopo esser stato a lungo capo di gabinetto in Prefettura, è accusato anche di aver organizzato un attentato contro l’auto di un imprenditore per una presunta truffa subìta da un amico, Stefano Del Carratore, che risulta ancora ai domiciliari: il piano fu sventato proprio dai finanzieri che, a novembre, sul lungomare fermarono l’auto di Del Carratore trovando a bordo quattro bombe e altrettanti detonatori. «È estraneo a tutto», ripete il difensore di fiducia del viceprefetto.

Sono tantissime, comunque, le intercettazioni acquisite dagli inquirenti e decisive per l’arresto di Daveti: in una, in particolare, emerge la preoccupazione della moglie per un debito di oltre 83mila sulla dichiarazione dei redditi, sparito poco dopo - secondo la Procura e la Guardia di finanza - frazionando l’importo e “coprendo” ogni somma con F24 pagati un euro via home banking. «Io mi sto cac... addosso, ma ti rivolgi alla gente giusta!?», disse a l marito. La donna, conosciuta a Livorno anche e soprattutto nel mondo dell’associazionismo, non è tra gli indagati: contattata dal Tirreno dopo l’arresto del consorte, ha preferito non commentare la vicenda giudiziaria che ha travolto la sua famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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