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Daveti al suo amico «Non ti preoccupare» ti dirò come fare»

Daveti al suo amico «Non ti preoccupare» ti dirò come fare»

Tutto è iniziato all’Elba. Un banale controllo sulle anomalie edilizie per il rilascio di autorizzazioni. Da lì il telefono di Giovanni Daveti, il “viceré” dell’Elba – soprannome indicato dalla...

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Tutto è iniziato all’Elba. Un banale controllo sulle anomalie edilizie per il rilascio di autorizzazioni. Da lì il telefono di Giovanni Daveti, il “viceré” dell’Elba – soprannome indicato dalla Guardia di finanza e dalla Procura – è messo sotto controllo. Un’associazione a delinquere finalizzata – secondo la Procura – a evasione fiscale, contrabbando e frode sulle accise. Perfino alle minacce con gli esplosivi.

Una delle prime intercettazioni è del 10 maggio 2017.

Alle 9.30 Daveti è all’Elba e viene contattato da Davide Alpi (agli arresti domiciliari), uomo di collegamento tra Daveti e Belfiore: «Avevi anche quel tuo amico che aveva bisogno di farlo. Sai, quei problemi con Equitalia che abbiamo risolto con te». Alpi fa riferimento al debito di 115mila euro accumulato con l’erario e che Belfiore ha fatto abbattere. Propone a Daveti la stessa operazione per un amico: «Sto organizzando con due amiche di venire due giorni in ferie là da te. Quando scendo ci incontriamo?».

Daveti poi si adopera in prima persona per trovare un deposito fiscale compiacente in provincia e fa capire di dover dare una “gratifica” di 5.000 euro. Il viceré ne parla, siamo al 26 maggio dell’anno scorso, col rappresentante legale di un deposito fiscale di Livorno. A inizio telefonata parla di alcuni problemi.

«La preoccupazione maggiore era a Marciana Marina – dice Daveti – ma mi hanno dato conferma». Da lì la conversazione si sposta sulla ricerca di un deposito fiscale su Livorno. Tre giorni dopo Daveti sta tornando a Livorno. Parla con Giancarlo Cappelli, suo uomo di fiducia, ora ai domiciliari. «Ti ho chiamato un sacco di volte. Ci possiamo vedere prima che tu parta? – chiede Cappelli - Devo darti dei documenti. Sai, devo spiegare a Riccomini come funziona “il gioco”». «No, sono già partito. Sono già a Cecina, ne riparliamo a voce». Il 5 giugno Cappelli chiede a Daveti se è all’Elba perché ha bisogno di incontrarlo. Ma il viceprefetto è a Livorno. Il 22 agosto è ancora l’Elba al centro di una telefonata tra Daveti, Alpi e Belfiore mentre organizzano una frode sulle accise. «Noi domani siamo a Livorno, ci aspetti lì? – chiede Alpi – Dobbiamo parlare con quello della dogana». «No, io sono all’Elba – risponde Daveti - Ma non ti preoccupare, ti do tutti i riferimenti».

Alessandro Bientinesi

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