Gioco
Morto uno dei lavoratori feriti nello scontro in FiPiLi
Non ce l’ha fatta Alberto Menici, 62 anni, dipendente della Labromare Nell’incidente all’uscita dell’Interporto erano rimaste ferite altre tre persone
LIVORNO. Sono senza parole i colleghi. La voce sembra quasi non trovare più la via per uscire dalla bocca. «Quando l’ho cercato l’ultima volta, mercoledì, era al pronto soccorso, lo stavano per trasferire nel reparto di ortopedia, credevo fosse fuori pericolo», racconta uno di loro. Invece Alberto Menici, livornese, 62 anni, dipendente della Labromare, non ce l’ha fatta. Ieri è morto in ospedale, sul viale Alfieri, in seguito alle ferite riportate nell’incidente di due giorni fa. Un violento scontro frontale tra due mezzi allo svincolo Interporto est della FiPiLi, all’altezza di Guasticce: da una parte un camion e dall’altra un’auto della Labromare con a bordo tre lavoratori, a quanto risulta di rientro dalla pausa pranzo.
Lo scontro è stato violento, i mezzi sono finiti fuori strada, è servito l’intervento dei vigili del fuoco. In quattro sono finiti in ospedale, compreso il conducente del camion portato al pronto soccorso sotto choc. Dall’azienda che ha sede in via dell’Artigianato hanno fatto sapere che uno dei lavoratori feriti, nato a Pisa e residente a Navacchio, ieri è stato dimesso. Risulta invece ancora ricoverato a Cisanello il giovane operaio livornese che si trovava alla guida dell’auto.
Non ce l’ha fatta il terzo dipendente, Menici, che i colleghi ricordano come «lavoratore apprezzato e persona che sapeva farsi volere bene». Un altro grande dolore per la famiglia dopo che, come racconta chi lo conosceva bene, lo scorso anno aveva perso la moglie.
E un altro dolore all’interno dell’azienda, che pochi mesi fa, a marzo, ha fatto i conti con la morte di due operai – Lorenzo Mazzoni (25 anni) e Nunzio Viola (52) – nell’esplosione di una cisterna in porto.
La polizia stradale sta indagando per ricostruire la dinamica dell’incidente stradale. Nel frattempo è stata trasmessa al magistrato una informativa, a questo punto non si indaga più solo per lesioni gravi ma ovviamente anche per omicidio colposo.
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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