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Funzionario arrestato, l'avvocato: «Sul lavoro sempre apprezzato»
Livorno, Riccardo Stefanini, 60 anni, volto di riferimento della protezione civile è ai domiciliari per peculato
LIVORNO. È fissato per lunedì 4 giugno in via Falcone e Borsellino l’interrogatorio di garanzia di Riccardo Stefanini, 60 anni, volto di riferimento della protezione civile finito due giorni fa agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
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La procura, sulla base delle indagini della squadra mobile della questura partite dopo una segnalazione del sindaco Filippo Nogarin, gli contesta il reato di peculato continuato, aggravato dalla recidiva. Nel mirino l’uso dell’auto aziendale, della benzina acquistata con la carta del Comune e di cibo e bevande raccolte dalla protezione civile.
Difficile al momento dire se lunedì mattina Stefanini parlerà o si avvarrà della facoltà di non rispondere. «Al momento ho potuto vedere solo l’ordinanza, aspetto di leggere tutti gli atti», spiega la sua avvocata, Nicoletta Ricci, che quindi per ora non si sbilancia sulla linea difensiva.
Il suo assistito, racconta, «è molto preoccupato, indipendente dalla reale o meno responsabilità rispetto ai fatti che gli vengono addebitati: è ovvio che sia preoccupato, è stato arrestato, perquisito». «Ma è conosciuto dai più – aggiunge subito dopo – per essere un ottimo lavoratore, un professionista». Tanto che, sottolinea, «la stima in Comune gli fu rinnovata anche dopo la prima condanna (nel 2012)». «Sul posto di lavoro – ripete – si è fatto apprezzare». Per questo «spero possa avere tutti gli elementi per difendersi adeguatamente». «So che troverò un fascicolo di indagine fatto molto bene dal procuratore, vediamo», conclude sul punto la legale.
Ricci dice che Stefanini «non se l’aspettava», come due giorni fa, dopo l’arresto, hanno raccontato anche dalla questura. L’avvocato conferma che al volto di riferimento della protezione civile «vengono contestati l’uso dell’auto aziendale, l’appropriazione di alimenti e di benzina».
L’amministrazione comunale ha deciso di sospenderlo dall’incarico. «A stamani formalmente – ha però fatto sapere ieri pomeriggio Ricci – non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione».
Ora l’attesa è per l’interrogatorio di garanzia di lunedì.
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