Gioco
I colleghi di lavoro imparano a fare squadra sul gozzo del palio
LIVORNO. Un corso di formazione manageriale e sviluppo delle competenze organizzative, relazionali e gestionali è stato organizzato su un gozzo del Palio Marinaro.Il corso di team-building molto...
LIVORNO. Un corso di formazione manageriale e sviluppo delle competenze organizzative, relazionali e gestionali è stato organizzato su un gozzo del Palio Marinaro.
Il corso di team-building molto particolare si è svolto sull'imbarcazione del Borgo. Organizzato da Claudia Cafferata e da Francesca Cini, psicologhe del lavoro e delle organizzazioni che lavorano da anni nell’ambito della formazione e consulenza aziendale, l’evento è stato incentrato su come relazionarsi con gli altri sul posto di lavoro, immaginando che i colleghi fossero i vogatori e che il capo fosse il timoniere. Grazie alle attrezzature fornite dalla sezione nautica bianconera, i dipendenti dell’azienda Cst srl sono stati fatti salire sul gozzo a remi dopo una prima lezione di voga impartita a terra dall’allenatore Filippo Mannucci, dal presidente David Panicucci e dal timoniere Thomas Poli, rendendo così possibile un’esperienza mai organizzata finora nell’ambito della formazione aziendale.
«Il lavoro di squadra costituisce uno strumento operativo fondamentale – spiegano Cafferata e la Cini – e strategico in ogni contesto organizzativo, in quanto buona parte dell'attività professionale implica il confronto, lo scambio e la collaborazione tra le persone per raggiungere un risultato. I valori positivi dello sport come senso di appartenenza, rispetto dell’altro, fiducia reciproca, integrazione delle competenze, focalizzazione sugli obiettivi, riconoscimento dei ruoli, lealtà, competizione, cooperazione, determinazione, perseveranza, definizione della strategia e della tattica di gioco, sono fondamentali e comuni al mondo aziendale. Spesso viene usata la metafora della navigazione, della barca e del dover remare tutti verso un unico obiettivo. Vista la presenza in città di tante cantine e gozzi di rione, abbiamo pensato che per concludere il percorso fatto niente poteva essere meglio di far provare loro questa esperienza dal vivo». Nicolò Cecioni
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