Gioco
«Più ritiri di rifiuti o siamo sommersi»
Tolti i cassonetti, i commercianti chiedono di rivedere orari e aree E c’è anche chi non ha ancora ricevuto i contenitori per il materiale
LIVORNO. I cassonetti sono stati tolti dalla strada principale. E sul viale Italia, anche per i commercianti, è entrata nel vivo la raccolta porta a porta. Lo raccontano i bidoncini della differenziata e i sacchi dell’immondizia che in queste mattine vengono ammassati fuori dalle porte delle attività. Ed è proprio dalle attività – baracchine, gelaterie, ristoranti – che arriva una pioggia di segnalazioni. Con la richiesta condivisa dai più di rivedere il sistema di raccolta. Partendo dal numero dei ritiri settimanali di Aamps: «Troppo pochi, soprattutto per il materiale indifferenziato, che è previsto venga portato via solo una volta», ripetono a turno i commercianti. Che chiedono anche di rivedere gli orari.
Indifferenziato solo una volta. Il materiale che di volta in volta viene ritirato, deve essere lasciato fuori entro le 13, per essere poi ritirato tra le 13 e le 19.30 (diverso per la notte tra il sabato e la domenica). «Sabato la spazzatura è rimasta qui davanti fino a quarto alle sette», racconta Luca Saltarelli, della Gelateria Popolare 2: «E i gabbiani che aprono le buste sono un problema». «Ho chiesto – fa sapere – di passare più volte a ritirare la carta. E che Aamps passi almeno due volte per l’indifferenziato, una è troppo poco, ma mi hanno risposto che in questo caso non sono previsti incrementi». L’esempio che fa l’artista del gelato rende l’idea: «Il nostro bagno è pubblico, domenica saranno venute 200 persone. Senza contare anche gli scarti dei gelati. Devo tenere il materiale una settimana nella chiostra. E io almeno ho quella... All’inizio mi sono arrabbiato, ho chiamato anche l’Usl. È giusto fare la differenziata, ma con criterio». «Produciamo un mare di sacchi al giorno – dice anche Serena Bartolucci della baracchina La Perla del Gusto – ma vengono a ritirarceli solo una volta. Siamo costretti ad ammucchiarli dietro al locale».
«Meglio la notte e la mattina». In questo tratto del lungomare sono in parecchi a pensare che in uno dei luoghi più belli della città almeno una parte del servizio dovrebbe essere sbrigata in orari diversi. «Il materiale – ripete Jack Wang dal ristorante di sushi – resta sul marciapiede troppe ore e puzza. L’altro giorno da mezzogiorno alle 19. Venite a sentire quando ci portano quattro o cinque casse di salmone. Sarebbe meglio se togliessero i sacchi la notte o la mattina presto». Poi segnala qualche gesto di inciviltà di chi vede i sacchi e ci getta dentro ciò che vuole: «Si rischiano le multe. È inaccettabile». «La differenziata – precisa – va bene, i commercianti la stanno facendo, ma serve un’area».
Anche Christian Perciavalle, della baracchina Alpe, ripete che «la notte ci dobbiamo tenere la spazzatura della cena, dovrebbero passare a ritirarla la notte o al massimo la mattina presto».
La trafila al centralino. Qualche negoziante segnala ritiri saltati, come Giampalo Ghilarducci: «La scorsa settimana non mi hanno ritirato il multimateriale», dice dal Giampa’s bar. «Mi è capitato di chiamare il numero verde: mi ha risposto una persona da Cuneo e ci ho messo un sacco di tempo a fare la segnalazione perché mi diceva che per il computer il viale Italia non esisteva...». Poi ammette: «Io vado a gettare l’indifferenziato dove ci sono ancora i cassonetti».
Paola Battini, del prosciuttaio, sottolinea invece che «Aamps passare passa, oggi ad esempio tocca a carta, organico e multimateriale, che su richiesta nostra ci viene ritirato due volte anziché una. Ma non è bello mettere fuori così, sui marciapiedi, la spazzatura. Il viale Italia è il biglietto da visita della città...».
Chi aspetta ancora i bidoncini. C’è anche chi si è trovato spiazzato: senza più cassonetti ma ancora in attesa dei bidoni. Come alla gelateria Caprilli, dove già differenziavano il materiale gettandolo nei cassonetti per strada. «Non ci hanno ancora portato niente – racconta Tommaso Menicucci – abbiamo chiamato e mandato mail, ci hanno riposto che sono in tanti in questa situazione. Per ora facciamo i viaggi per gettare il materiale dove ancora ci sono i cassonetti». Idem per Carlo Bitossi, della baracchina Il Delfino: «La raccolta porta a porta è iniziata da giorni, ma ancora nessuno ci ha portato i bidoni. Abbiamo chiamato gli operatori e i vigili. Per noi il servizio è partito alla rovescia». E segnala: «Avevamo derattizzato da poco la zona, ora...».
I “turisti” del cassonetto. Ieri qualche cartolina non bella si è vista in via San Jacopo, dove i cassonetti superstiti sono stati presi d’assalto con rifiuti di ogni genere. In via Forte dei Cavalleggeri, invece, i sacchi dei condomini (vedi foto) vengono stoccati quasi in mezzo di strada, dove in precedenza c’erano i bidoni.
«Censimento per migliorare». Paolo Mati è uno dei soci della Baracchina Bianca. Anche lo storico locale di San Jacopo ha iniziato la raccolta da un paio di settimane. «I problemi sono tanti, dall'orario di ritiro all'igiene, spero che siano intoppi iniziali». Non potendo accumulare la spazzatura dentro, i rifiuti vengono accatastati fuori, davanti ai bagni: «Non abbiamo alternative. A breve li recinteremo per limitare i disagi. Purtroppo in molti vengono anche a buttare qui i propri sacchetti». Il gestore suggerisce un «censimento per capire bene cosa producono di più i commercianti e aumentare i ritiri». Ieri sera ha fatto sapere che a sorpresa sono andati a ritirargli anche il materiale indifferenziato: «Gli operatori si sono mostrati disponibili fuori dagli orari stabiliti». Ma l’ideale «sarebbero passaggi quotidiani».
(j.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
