Il Tirreno

Livorno

«Maxi-Darsena ok entro il 2023» Promessa di Corsini

Mauro Zucchelli
«Maxi-Darsena ok entro il 2023» Promessa di Corsini

Il numero uno dell’Authority fa il bilancio del primo anno «A metà giugno assegneremo la progettazione» 

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LIVORNO. Al Propeller guidato da Maria Gloria Giani aveva debuttato in società appena arrivato a Livorno: ieri, nello stesso salone allo Yacht Club, in un evento della stessa organizzazione dell’imprenditoria marittima, il numero uno dell’Authority Stefano Corsini ha fatto un bilancio del primo anno. Di rodaggio ma non solo («del resto, anche nel calcio una società che punta allo scudetto fa piani almeno triennali»)...

Il fiore all’occhiello? L’ingresso in porto di navi da 9mila teu: lo dice rivendicando, in tandem con l’ordinanza-svolta dell’ammiraglio Giuseppe Tarzia, il dragaggio dell’imboccatura, l’allargamento del Canale d’accesso e maggiori possibilità di entrata nelle ore notturne. Mai successo prima così come mai si era visto quest’andirivieni di treni container (per i quali ha colto i frutti della direttissima ferroviaria inaugurata negli ultimi mesi del predecessore Giuliano Gallanti).

E la Darsena Europa? Corsini usa altre parole ma è come se volesse sottolineare di averne rimesso in carreggiata la realizzazione: «Ora si percepisce un grande interesse, non poteva esserci col precedente progetto». Chiacchiere? Come atto concreto segnala che «a metà del mese prossimo assegneremo la progettazione della maxi-Darsena». Come sfida clou mette l’accento sui «dieci milioni di metri cubi di sedimenti escavati dai dragaggi da smaltire secondo la nuova normativa in una zona che è area marina tutelata». Al tirar delle somme, giura: «Tutto pronto nel 2023, io ci credo». Poi rincara: «E agli imprenditori chiedo: cosa volete fare voi?».

C’è intanto da capire cosa intende fare l’Authority nell’iter-telenovela della privatizzazione della Porto 2000, la società che gestisce lo scalo traghetti e crociere: è da tredici mesi e mezzo a bagnomaria con una assegnazione provvisoria a Msc-Onorato, ma è difficile credere che la cosa si risolva prima di avere davvero in pugno Alto Fondale e Calata Orlando. Però Corsini ieri ha ripetuto: «Siamo in procinto di concludere l’affidamento».

Occhi puntati anche sull’accordo di programma sulle aree dell’ex Cantiere Orlando: «Ho rimesso in piedi un progetto fermo da dieci anni che pure è vitale per Livorno. C’è una (doppia) novità invece fa capolino sul versante dell’operazione porto turistico. L’una: «Pensiamo di aver trovato una soluzione soddisfacente per tutti, e senza utilizzare la banchina 75». L’altra: «Quasi completato lo studio di fattibilità per le barche alla Bellana, collaboreremo col Comune».

Già, i rapporti con il Comune: tema delicato visto che per mesi Corsini e il sindaco Filippo Nogarin se le sono date di santa ragione a colpi di carte bollate e ricorsi al Tar. Ma benché ormai la nuova legge abbia escluso Nogarin da Palazzo Rosciano (la giunta M5s ha nominato al suo posto un pezzo da 90 come Giuseppe Batini), il clima è cambiato. Guai a immaginarsi un outing o sassolini che saltano fuori dalle scarpe: se i rapporti con il comandante della Capitaneria sono «eccellenti», anche con Nogarin c’è «un clima di collaborazione». Aggiungendo: «A Nogarin ho detto che mi è capitato di litigare all’inizio con interlocutori che poi sono diventati amici, ciascuno ha riconosciuto personalità all’altro».

E sui bacini? Pronostica che, grazie anche alla collaborazione con la Capitaneria, «entro fine anno» dovrebbe essere tutto concluso.

Ma l’ultima sottolineatura è per un programma del quale ha fornito zero dettagli: l’acquisizione di aree in porto per sottoporle «alle regolamentazioni di Palazzo Rosciano anziché lasciare alle dinamiche di mercato».


 

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