Il Tirreno

Livorno

Caso Pardini: l’assunzione della nuora al Caf venti giorni prima di andar via

di Giulio Corsi
Caso Pardini: l’assunzione della nuora al Caf venti giorni prima di andar via

È stato il contratto a tempo indeterminato ad Elena Anca Goleanu (convivente del figlio Gabriele) ad accelerare le ispezioni nel sindacato che hanno costretto Giovanni Pardini a lasciare in anticipo

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LIVORNO. E’ stata la recentissima assunzione a tempo indeterminato di Elena Anca Goleanu a far scattare le ispezioni dei vertici nazionali della Cisl e del Caf Cisl e ad accelerare le dimissioni di Giovanni Pardini da segretario generale del sindacato di via Goldoni.

Goleanu, 29 anni, rumena, compagna e convivente del figlio di Pardini, Gabriele, da anni lavorava al Caf della Cisl con contratti a tempo. Ma pochi giorni prima di maggio - e della scadenza del mandato di Giovanni Pardini - per lei è arrivata l’assunzione a tempo indeterminato.

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Un passaggio che sarebbe dovuto avvenire sotto traccia e che invece qualcuno dalla Cisl ha immediatamente segnalato ai probiviri del sindacato nazionale. Evidenziando che oltre alla Goleanu, nel Caf erano già stati assunti a tempo indeterminato entrambi i figli del segretario, Gabriele ed Elena.

A Roma avevano già aperto un ricco fascicolo su Livorno dopo una serie di segnalazioni arrivate proprio dall’interno del sindacato. Tra l’altro - come scriviamo a fianco - Pardini era stato di fatto estromesso dal segretario regionale Cerza il 3 maggio, salvo poi riprendere i poteri fino al congresso del 29 maggio rinviando la pensione di un mese.

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In questa situazione, davanti all’assunzione della Goleanu e al rischio di un altro scandalo parentopoli, in poche ore da Roma sono partiti gli ispettori per via Goldoni.

A Pardini è stato fatto notare che il codice etico vieta espressamente l’affidamento di incarichi o collaborazioni a parenti e affini entro il terzo grado.

Il segretario ha provato a controbattere che lui con quelle assunzioni non c’entrava niente, come ha detto anche due giorni fa al Tirreno, perché il Caf è gestito da una società terza, chiamata Elda Srl. La quale però è al cento per cento di proprietà della Cisl stessa. E sulla quale - è stato verificato durante i controlli - il segretario generale aveva potere di indirizzo ma anche decisionale, seppur tutti gli atti fossero firmati dal presidente della Elda, quel Giancarlo Guidi che fu storica bandiera della Libertas.

Guidi per adesso è rimasto al suo posto, ma da domani, quando sarà eletto il successore di Pardini dovrà confrontarsi col nuovo segretario e non è escluso che possa essere “invitato” a lasciare il Caf.

Lo stesso percorso che è stato scelto per Giovanni Pardini, che a Firenze, martedì scorso, è stato costretto a rimettere il proprio mandato nelle mani del segretario regionale Riccardo Cerza. Per sanare l’incompatibilità con le assunzioni dei figli e della nuora Goleanu (anche se, come sottolinea Pardini, con lei non ci sono legami formali di parentela non essendo sposata col figlio), la quale è tra l’altro socia dello stesso Pardini grazie al 20% di quote della Libertas, di cui è amministratore unico.

All’ex segretario è stato posto un vero e proprio aut-aut: o le dimissioni da segretario generale o la rimozione dell’incompatibilità in altro modo, vale a dire con le dimissioni dal lavoro dei due figli e della nuora.

Sarà Cerza dunque, anziché Pardini, a gestire il consiglio generale convocato per domattina all’hotel Universal e a proporre il nome del nuovo segretario. Un passo che sarebbe dovuto spettare al segretario uscente, al quale è stato concesso di partecipare ma senza alcun ruolo.

Resta una domanda, che paradossalmente pone lo stesso Pardini: possibile che soltanto ora, alla scadenza del mandato, la Cisl nazionale si sia accorta che al Caf lavoravano i due figli del segretario?
 

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