Gioco
Già il 3 maggio il segretario era stato esautorato da Firenze
LIVORNO. La situazione in casa Cisl è precipitata nell’ultimo mese. E già prima delle dimissioni forzate di martedì 22 maggio, Giovanni Pardini era stato esautorato il 3 maggio con una durissima...
LIVORNO. La situazione in casa Cisl è precipitata nell’ultimo mese. E già prima delle dimissioni forzate di martedì 22 maggio, Giovanni Pardini era stato esautorato il 3 maggio con una durissima lettera del segretario regionale Riccardo Cerza. I cui toni erano questi: «Caro Giovanni, ti diffido dal compiere atti in nome e per conto della Cisl di Livorno. Ti invito a non effettuare atti di straordinaria amministrazione e ti chiedo di farmi controfirmare tutti gli atti di ordinaria amministrazione astenendoti da comunicazioni o convocazioni per conto della Cisl».
Che cos’era successo per scatenare le dure parole del segretario regionale? Il 2 maggio Pardini aveva inviato a tutti i delegati del consiglio generale la convocazione del congresso della Cisl di Livorno per l’elezione del nuovo segretario.
Dal primo maggio però Pardini era andato in pensione. «Il tuo pensionamento - scrive Cerza nella lettera a Pardini - determina ai sensi del Regolamento di attuazione Cisl l'immediata decadenza dall'incarico di segretario e, pertanto, ogni atto compiuto da tale momento deve ritenersi illegittimo».
«Nella sostanza - continua il segretario regionale -, al di là dell'invio tardivo della convocazione del consiglio generale, lo stesso non poteva essere convocato nè presieduto da te e nemmeno da alcun membro della segreteria, in quanto coinvolta nella tua decadenza».
Presiedere il consiglio generale però ha un peso importante ai fini dell’elezione del nuovo segretario.
Cosa fa a quel punto Pardini? Impugna la lettera e - regolamento alla mano - evidenzia che le norme Cisl chiariscono che la decadenza avviene quando si è titolari di pensione. Per questo si rivolge immediatamente al Patronato Inas Cisl e chiede di ritardare il percepimento della pensione dal primo giugno. Scrive a Cerza e spiazzando tutti rivendica il suo diritto di essere ancora segretario fino al congresso. Nel frattempo però scoppia il caso-Goleanu, arrivano gli ispettori e l’aut-aut al segretario: che stavolta deve lasciare.
(g. corsi)
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