Toscana
Reddito di cittadinanza aumentano le richieste
725 domande presentate quest’anno: sono 74 in più del 2017
LIVORNO. Non si può parlare di piccolo boom, ma di sicuro è un incremento notevole considerato lo scarto temporale. E purtroppo non è un indicatore economico positivo: sono le richieste per il reddito di cittadinanza a Livorno che, rispetto allo scorso anno, fanno registrare un segno più di quasi il dieci per cento.
Sono salite infatti a quota 725, le domande dei livornesi per ottenere l’assegno mensile di sostegno al reddito: 74 in più rispetto al 2017. È il primo dato certo che emerge dal bando 2018, che si è chiuso appena cinque giorni fa. Un dato che è già sufficiente per fare alcune valutazioni: una su tutte quella che evidenzia un trend in crescita. Lo scorso anno, infatti, agli sportelli comunali erano state complessivamente 651 le domande presentate. Di queste poi 533 sono state accolte e 118 sono state invece respinte per mancanza di requisiti.
Si tratta come è noto di una misura di sostegno economico e sociale rivolta a chi si trova temporaneamente in condizioni tali da non poter far fronte al proprio mantenimento e a quello della sua famiglia. Il contributo mensile costituisce un’integrazione al reddito ed è finalizzato al supporto di spese per le bollette, per le spese quotidiane e quelle straordinarie. Per 12 mesi, a partire da gennaio, con il bando che si è appena chiuso viene riconosciuto un beneficio mensile pari a 200 euro. Il budget di quest’anno stanziato dall’amministrazione è pari a 450 mila euro (50 mila in più rispetto al 2017). E siccome siamo partiti in ritardo, la prima rata sarà dunque retroattiva. Quando cioè si completerà l’istruttoria (probabilmente sarà necessario oltre un mese di tempo) saremo a giugno inoltrato e il primo assegno sarà comprensivo dunque di un importo complessivo di circa sei mesi. A beneficiare della misura saranno in 181. In gran parte, secondo l’esperienza consolidata del Comune (siamo al terzo anno), si tratta di persone sole, oppure coppie al limite della povertà, o disoccupati da 12 mesi in su (per questo saranno estesi i controlli anche al centro per l’impiego).
Lo scorso anno è stato erogato un beneficio più ridotto e per 9 mesi (80 euro mensili ai singoli, 150 alle coppie e 220 ai nuclei da 3 persone e oltre) anche se i beneficiari sono stati molti di più: tra i 450 e i 500. Ora gli uffici procederanno all’attribuzione dei punteggi secondo i criteri stabiliti dal bando. Il criterio principale che viene seguito è ovviamente quello che riguarda la situazione economica, insieme alla composizione del nucleo familiare. Nel punteggio saranno però privilegiate le coppie di adulti piuttosto che quelle con bambini: il reddito di cittadinanza, infatti, può essere sovrapponibile ad altre misure statali che prevedono già sostegni al reddito (come gli assegni famigliari e assegno di maternità) ma qui la priorità è rivolta a chi non ha alcun tipo di aiuto. I beneficiari verranno poi coinvolti, su base volontaria, in attività da svolgere a vantaggio della città. Con la misura del 2016 fu messo in piedi, ad esempio, un progetto con l’ufficio giardini che coinvolgeva i 100 assegnatari della misura di allora, nella sorveglianza attiva dei parchi (con una risposta vicina all’80%). Cosa che non è stata fatta nel 2017 poiché il numero troppo esteso dei beneficiari non avrebbe consentito un efficace coordinamento. La prossima settimana, intanto, con l’assessore Leonardo Apolloni sarà organizzata una riunione tra varie associazioni proprio per introdurre l’eventuale “coinvolgimeno attivo”.
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