Gioco
Il prof-consigliere vola nell’aula di sotto per aprire la finestra
L’incidente al “Colombo”: varie fratture per Cannito È salito su un’area in cartongesso interdetta da 2 anni
LIVORNO. La prima campanella era suonata da poco più di cinque minuti. L’arrivo dei ragazzi nel laboratorio, il «buongiorno» del professore, i libri e gli astucci sui banchi, le ultime lezioni al computer prima delle vacanze estive. «Prof, fa caldissimo. Apriamo la finestre?», hanno chiesto subito gli alunni di seconda che erano nell’aula d’informatica. «Va bene - la risposta dell’insegnante - la porta invece lasciatela chiusa, fuori c’è troppa confusione e dobbiamo fare lezione». Ed è a quel punto che Marco Cannito, docente di diritto ed economia dell’istituto professionale Colombo, ma anche consigliere comunale come capogruppo di “Città Diversa”, è andato verso il ballatoio - adiacente al laboratorio e interdetta da circa due anni - in cui ci sono le finestre. L’insegnante, intorno alle 8,15 di ieri mattina, ha aperto la porta ed è entrato in uno spazio recintato, una sorta di terrazzino interno, dove di solito vanno i custodi della scuola per aprire proprio le finestre con un’asta, simile a quelle usate nei guardaroba. Ma Cannito, non riuscendo ad agganciare le maniglie, ha scavalcato la ringhiera e per spalancare è salito sul pavimento, un controsoffitto in cartongesso non calpestabile: il ballatoio non ha retto e il professore è precipitato giù per oltre tre metri, finendo nell’aula magna al piano di sotto e sbattendo violentemente schiena e testa prima su una sedia e poi per terra.
«Abbiamo temuto il peggio», racconteranno poi gli studenti che erano nel laboratorio con lui, anche perché da quel buco sul pavimento - inizialmente - non arrivavano risposte. Cannito, 62 anni, livornese, candidato a sindaco nel 2009 e nel 2014, ha sfiorato il televisore dell’aula magna e ha battuto la testa sul pavimento: si è rialzato da solo, provando a tranquillizzare tutti ma perdendo molto sangue a causa di una ferita profonda alla nuca. Sono stati proprio gli alunni di quella classe, la 2ª G, a lanciare l’allarme in tutta la scuola, con le chiamate al 118 che sono partite pochi secondi dopo. Nei primi momenti - tra le aule e i corridoi del Colombo, scuola che rientra nello stesso polo del Vespucci - si era sparsa la voce anche di un custode ferito, tanto che è stata inviata una seconda ambulanza della Croce rossa, ma fortunatamente nessun altro era caduto giù dal controsoffitto in cartongesso. I soccorsi si sono quindi concentrati sul docente-consigliere comunale, con il medico e i volontari della pubblica assistenza che l’hanno caricato su un’ambulanza e portato d’urgenza all’ospedale. «Codice rosso», aggiungono dal pronto soccorso. Cannito è stato trasferito subito nella shock room e ha riportato - oltre a quel taglio sulla nuca causato da una lastra di ferro del pavimento - un trauma cranico, una frattura alla scapola e la rottura di diverse costole: nel pomeriggio è stato invece portato nel reparto di Osservazione breve intensiva, in attesa di ulteriori accertamenti ai polmoni.
C’erano anche i vigili del fuoco e gli ispettori della medicina del lavoro, ieri mattina, alla scuola superiore di via San Gaetano, per la quale è responsabile la Provincia: poco dopo la caduta dell’insegnante, con la collaborazione della scuola stessa, sono stati infatti svolti tutti i controlli e gli accertamenti nel laboratorio d’informatica. In ogni caso è incredibile che circa due anni fa, come confermano sia l’istituto Colombo che la Provincia, sia stata consegnata una scuola con una stanza del genere: è vero che quell’aula è interdetta, ed è vero anche che c’è un cartello di divieto sulla porta, ma è altrettanto vero che siamo in un laboratorio d’informatica frequentato da centinaia di studenti. «Sarebbe stato lui a commettere un’imprudenza - ha detto il sindaco Filippo Nogarin - ma al di là di questo, il punto fondamentale è un altro: il patrimonio scolastico del nostro Paese ha un disperato bisogno di manutenzione e gli investimenti non possono essere più rimandati. Se vogliamo davvero garantire la sicurezza a chi frequenta le nostre scuole, è necessario che il Governo investa con decisione in questo settore».
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