Il Tirreno

Livorno

Nuove regole per la privacy: aziende nel caos

di Alessandro Bientinesi
Nuove regole per la privacy: aziende nel caos

Sta per entrare in vigore il codice europeo: tutto quello da sapere per mettersi in regola

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LIVORNO. Pensate al barista, al parrucchiere, al piccolo artigiano, o al tabaccaio che dovrà, da qui al 25 maggio, prendere dimestichezza con termini come accountability, data protection officer, privacy by design o data breach. Una serie di parole che, però, dalla pubblica amministrazione al settore privato, dovranno diventare quasi pane quotidiano. Sì perché le imprese avranno ancora pochi giorni per adeguarsi a nuovi adempimenti imposti dall’entrata in vigore a livello europeo del nuovo regolamento sulla privacy. In alcuni casi questo sostituirà l’attuale Codice della privacy italiano, in altri la sostituirà integralmente.

L’argomento, inutile dirlo, è complesso. E poche, pochissime categorie ne sono completamente escluse. Per orientarsi in questa nuova scalata agli adempimenti burocratici ecco tutte le informazioni utili per chi vuole arrivare preparato al cambio della norma. Un adeguamento che non è facoltativo: le sanzioni, infatti, possono sfiorare i 20 milioni di euro per i singoli (sì, la cifra è esatta) o il 4% del fatturato totale annuo per le imprese.

COS’È IL NUOVO REGOLAMENTO

Nel 2016 l’Unione europea si è dotata di un nuovo regolamento (Ue 2016/679) che dovrà costituire una sorta di base omogena per tutti i paesi dell’Unione nel campo della tutela della privacy e dei dati personali. Ci sono 99 articoli che saranno in vigore dal 25 maggio e sostituiranno automaticamente nel nostro Paese il codice in materia di protezione dei dati personali Dlgs 196/2003.

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LO SCOPO DEL REGOLAMENTO

Il regolamento europeo nasce, dunque, con lo scopo di semplificare le leggi in materia. E di base rendere uniformi le norme per singole persone e imprese in tutta Europa dovrebbe risultare un elemento di utilità. Il vero problema è che molte delle aziende, in particolare le piccole medie-imprese, difficilmente hanno il loro business al di fuori dei confini nazionali. Il regolamento, però, è valido per tutte le persone e le aziende che trattano dati personali. Parliamo, dunque, delle aziende che trasmettono, elaborano e salvano dati appartenenti a terzi.

COSA SONO I DATI PERSONALI

Nome, cognome, data di nascita e indirizzo sono le informazioni che identificano una persona o la rendono riconoscibile, definendone a tutti gli effetti l’identità di un soggetto e la sua sfera privata. In quanto tali sono i più conosciuti come dati personali. In pochi, però, sanno che anche l’indirizzo Ip (ovvero il codice che identifica chi è collegato a una certa rete internet) è considerato un dato personale perché definisce comunque una persona.

TRATTAMENTO DEI DATI

Il regolamento europeo lascia inalterato l’obbligo sul trattamento dei dati personali. Nel momento in cui vengono raccolti i dati personali, dunque, va fornita un’informativa completa alla persona alla quale vengono richiesti. Quindi vanno descritti con chiarezza modalità e scopo del trattamento dei dati, a chi saranno comunicati e se questo è facoltativo o obbligatorio. Il nuovo regolamento prevede che questa operazione avvenga in modo chiaro e conciso e con un linguaggio semplice e chiaro. In più va presentato il consenso, cioè un modulo o un documento nel quale si conferma che la persona ha letto e accettato l’informativa. Consenso che può essere revocato in ogni momento.

LE SANZIONI

Non si sa se verranno applicate fin da subito, ma non rispettare il nuovo regolamento europeo può costare caro. L’articolo 83, infatti, si occupa delle sanzioni. E possono essere salatissime, arrivando a 20 milioni di euro per i singoli o, per le imprese, prendere il 4% del fatturato mondiale annuo. Va detto che la normativa prevede anche che ogni singolo caso venga esaminato separatamente, tenendo conto della natura, della gravità e della durata di ogni violazione.

RESPONSABILE DELLA PRIVACY

Una delle principali novità introdotta dal nuovo regolamento europeo è, infine, quella dell’introduzione della figura del Data Protection Officer (Dpo). Il Dpo dovrà gestire e organizzare il trattamento dei dati personali all’interno dell’azienda. Un profilo professionale che non sarà obbligatorio per tutte le aziende, ma solo in quelle che si basano sulla raccolta e il trattamento dei dati personali dei clienti. Per fare alcuni esempi, i negozi online e le aziende presenti sul web dovranno assumere dei responsabili della privacy. I dettagli sono presenti nell’articolo 35 del regolamento.

LE NEWSLETTER

Cambiano anche le regole per chi invia newsletter sugli indirizzi email. Nell’esatto momento in cui si otterranno, infatti, i contatti del singolo cliente per la propria mailing list, l’azienda si dovrà assicurare che questo abbia espresso in forma chiara il suo consenso. Il semplice “sì, mi voglio iscrivere” nei form di richiesta, infatti, non saranno validi senza un ulteriore consenso.

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