Gioco
Nasce l'agenzia regionale unica per il lavoro
Firenze, il nuovo ente coordinerà l'attività dei 53 centri per l'impiego sparsi nel territorio toscano
FIRENZE. «No all'amico o al parente che ti trova il lavoro. Sì ai centri per l'impiego». Il Paese dei “Mi manda Picone” non passa mai di moda, si direbbe. Ed è con una battuta che il presidente della Regione Enrico Rossi lancia l'Agenzia regionale per il lavoro. Il nuovo ente coordinerà l'attività dei 53 centri per l'impiego sparsi nel territorio toscano e avrà il compito di rendere i servizi offerti dai centri per l'impiego più omogenei. Che tradotto vuol dire: non importa che tu abiti a Livorno o a Firenze, entrando in un centro per l'impiego troverai le stesse iniziative per la formazione e le stesse modalità di valutazione delle tue competenze professionali.
«E l'Irpet sta preparando uno studio per ridefinire i servizi dei centri per l'impiego», annuncia l'assessora al lavoro Cristina Grieco. Il nuovo modello toscano dei servizi per l'impiego è tutto racchiuso all'interno della proposta di legge che la giunta regionale ha appena approvato. La firmano in due - l'assessora al lavoro Cristina Grieco e quello al personale e all'organizzazione Vittorio Bugli – e passa ora all'esame del Consiglio regionale. I 417 dipendenti dei centri per l'impiego verranno assunti dalla nuova agenzia. Finisce così la loro condizione di limbo: finora erano in prestito alla Regione. Un centinaio di questi lavoratori sono a tempo determinato: potranno essere stabilizzati con le regole dei dipendenti della Regione entro un anno. La neonata agenzia subentra a titolo gratuito anche nelle quote della Fil, la società in house della Provincia di Prato che gestisce il centro per l'impiego della zona.
«E a mio avviso il direttore della nuova agenzia dovrà partecipare di diritto ai lavori della giunta regionale perché il suo contributo sarà importante», dice il presidente Rossi. La copertura dei costi del personale è tutta a carico dello Stato. Fanno 22 milioni e 400mila euro l'anno per le buste paga di 417 dipendenti a tempo indeterminato e determinato. Mentre la Regione si accolla i costi di funzionamento delle strutture: luce, gas e in certi casi l'affitto dei locali. Fanno 6-7 milioni l'anno. C'è poi l'Alternanza scuola-lavoro. Sono i centri per l'impiego a gestirla. Ma il presidente Rossi vorrebbe qualcosa di più. «Chiederemo allo Stato più autonomia nella gestione dei rapporti tra le scuole e il mondo del lavoro». Una partita, questa, che ha tempi più lunghi visto che deve passare dal dialogo con il nuovo Parlamento e l'approvazione a maggioranza assoluta di Camera e Senato. Ma ci vorrà una legislatura e forse anche più. Alcuni numeri. I centri per l'impiego hanno accompagnato 6.000 persone con le nuove politiche attive del lavoro. Il 10 per cento ha trovato un impiego. E la Regione mette a disposizione 30 milioni di euro per il piano occupazione: il 70 per cento è destinato alle aree di crisi.
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