Gioco
Casa della salute avanti su Ipercoop
Il sindaco Nogarin: «Studio di fattibilità in fase avanzata» Ma dalle opposizioni emergono perplessità trasversali
LIVORNO. «Confermo la situazione, però non si tratta di mettere la Casa della salute nella galleria dell’Ipercoop, ma in un altro piano della struttura che non è visibile». Parole pronunciate dal sindaco Filippo Nogarin che ieri mattina in un consiglio comunale un po’ elettrico ha risposto ad un’interpellanza di Giuseppe Grillotti (Ll) che chiedeva lumi sulla vicenda, avanzando dubbi sull’idoneità della struttura.
«Ci siamo mossi non su istanza mia - ha poi sottolineato il sindaco - ma dell’assessore regionale che ha insistito molto per trovare aree disponibili a collocare la casa della salute». Nogarin ha tratteggiato insomma un iter ben avviato, parlando di una «fase avanzata di studio di fattibilità» (c’è un tavolo tecnico con Asl che sta affrontando la questione) ma anche che si tanno aspettando risposte tecniche. «Ribadisco - ha specificato il primo cittadino - che non si tratta di commistione tra aspetti sanitari e commerciali, perché stiamo parlando di piani separati e non comunicanti, con accessi separati». Il tema ha avuto il merito di surriscaldare gli animi e accendere il dibattito, a partire dallo stesso Grillotti: «Perché non aprirla a Monterotondo che è una struttura pubblica? Qui si va invece a favorire il privato, depauperando strutture pubbliche».
Nel serrato botta e risposta il sindaco ha contrattaccato: «Ditemi quali sono gli edifici pubblici e quali i costi. Stiamo parlando di tempi di attuazione compatibili con un bisogno: non vedo dove sia la privatizzazione dei servizi sanitari in tutto questo». Ha preso quindi la palla al balzo Marco Ruggeri (Pd) insinuando dubbi sulla natura dell’immobile, inadeguato a suo giudizio per ospitare una struttura sanitaria, e sulla la rete di servizi (mezzi pubblici) per renderla fruibile. Nel piano originario, ha ricordato il consigliere, erano previste tre case della salute, e se si cerca di accorpare tutto a Porta a Terra si fa un errore logistico. Marco Cannito (Cd) gli fa subito eco come un fiume in piena: «Anch’io sapevo che dovevano essere tre. Ora c’è questa all’Ipercoop, grande, piccola, sufficiente o no. Ma qual è il metro di misura di queste scelte? Le comunità locali sono ancora in attesa di sapere che si farà. Mi sembra di essere al gioco dell’oca, ogni volta si riparte da zero e senza coinvolgere gli operatori sanitari». Secondo Cannito, il quadro delle strutture sanitarie deve essere collegato. Nogarin ha respinto tutto il pacco al mittente: «Io non mi prendo responsabilità che non ho - ha detto - Andate a dirlo a chi ha firmato la legge regionale che ha estromesso un rappresentante di Livorno dalle scelte sanitarie dell’area».
L’altro tema caldo, mobilità e strisce blu, si è discusso brevemente intorno ad una mozione, partorita dall’ultimo consiglio, in cui era stata richiesta dalle opposizioni l’istituzione di una consultazione pubblica. L’assessore Giuseppe Vece ha sfoggiato il politichese stretto, aggirando l’ostacolo con un teorema elementare: il piano strategico degli interventi di mobilità sostenibile, approvato a maggio del 2017, altro non è che un atto prodromico al Pums (piano urbano della mobilità sostenibile) che prevede al suo interno una fase di consultazione e una fase partecipativa diretta da parte dei cittadini. «Quello sarà il momento in cui chiederemo ai livornesi la loro idea di mobilità, e come realizzarla», ha sentenziato l’assessore lasciandosi aperta una finestra: nei prossimi giorni organizzerà una riunione interna per capire quale possa essere il sistema migliore per una consultazione intermedia. Unica voce dai banchi dell’opposizione del capogruppo Pd Pietro Caruso che ha osservato: «Così si arriva alla consultazione, quando le scelte sono già state fatte, come il caso delle strisce blu».
Ad accendere il consiglio anche un battibecco tra sindaco e Elisa Amato (Fi) sulle occupazioni abusive, a partire dalla querelle tra sindaco e assessore Vece sull’isola ecologica e la Tari gratuita agli occupanti dell'ex deposito Atl. «La paghino il sindaco e la giunta e non i cittadini onesti», ha attaccato la forzista. Nogarin le ha risposto seccato: «Stiamo lavorando da anni sulla questione, gli accertamenti li stiamo facendo e proseguiremo nel lavoro». E poi ha rincarato: «Gli occupanti non hanno un reddito tale da dover versare la Tari, sono esenti. Cercare di far figurare che queste persone ricadano sulla collettività come degli evasori è molto scorretto. Sono persone che si sono trovate in difficoltà. Non si deve cercare di speculare su una situazione come questa».
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