Il Tirreno

Livorno

Boom del mattone: cresce la compravendita di case in città

di Mauro Zucchelli
Boom del mattone: cresce la compravendita di case in città

Livorno, oltre 1.800 proprietà di abitazioni sono state vendute nel 2017. Dipende anche da chi è costretto a vendere più in fretta abbassando i prezzi

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LIVORNO. Non si ferma la febbre del mattone: anzi, adesso che l’Osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la “fotografia” reale degli atti effettivamente registrati nell’arco dei dodici mesi del 2017 balza agli occhi che risulta confermata la tendenza all’aumento delle compravendite. Senza più la crescita al galoppo dei due anni precedenti ma comunque in rialzo: 1.813,27 le proprietà immobiliari di abitazioni passate di mano lo scorso anno nel territorio comunale di Livorno città (i decimali indicano anche le realtà di alloggi con le quote suddivise fra vari proprietari). Cinquantasette in più rispetto al 2016. Ben diversamente, cioè, da quel che è accaduto a Pisa: all’ombra della Torre Pendente i rogiti notarili di villette e appartamenti hanno fatto registrare una crescita zero lo scorso anno.

Ad allargare lo sguardo all’indietro, ci si accorge che a Livorno il business del mattone è tornato agli standard dell’inizio del decennio, recuperando il tonfo che aveva portato al minimo storico a cavallo fra 2013 e 2014, quando le compravendite erano state appena più di 1.200.

Al tirar delle somme, si è trattato di un incremento del 48% a paragone di appena tre anni prima. Ma soprattutto lo possiamo leggere come la conferma di una ripresa degli affari: nel territorio comunale erano state compravendute 1.221,97 proprietà di case nel 2013, 1.227,43 nel 2014, 1.408,45 nel 2015, 1.755,92 nel 2016 e ora rieccoci al di sopra della soglia dei 1.800 passaggi di mano. Con un andamento altalenante: nell’autunno 2017 si sono avute 491,91 compravendite (in crescita rispetto alle 462,66 dello stesso periodo del 2016), ma tanto in estate che in primavera si era avuto un arretramento in confronto all’anno prima, invece nei primi tre mesi dell’anno era stato rilevato ancora un segno “più”.

Resta da capire se è una fase espansiva del ciclo o se, come si ascolta riferire quanti operano nella trincea dei funzionari di banca o in quella dei mediatori d’affari, al contrario buona parte delle compravendite sono rappresentate non solo né soprattutto dalla classica famigliola che al crescere del numero dei figli compra la casa più grande.

Una fetta del mercato è data da quanti sono con l’acqua alla gola per far fronte ai debiti e devono trovare alla svelta la liquidità o per puntellare il bilancio familiare zoppicante o per far fronte a qualche grossa spesa imprevista. Questo – viene fatto rilevare – è ricavabile dall’accorciamento dei tempi di vendita e dall’abbassamento dei prezzi rispetto agli anni precedenti. Un “fiume” di patrimoni che cambiano proprietari: presumibilmente, stando a quanto è possibile ricostruire parlando con gli addetti ai lavori, concentrandosi nelle mani di chi è al riparo dai guai della congiuntura e può permettersi di contare su un polmone per gli investimenti.

È da aggiungere che anche sul fronte di depositi e magazzini Livorno presenta un aumento del numero degli affari: più 15,6% a paragone del 2016.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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