Il Tirreno

Livorno

Danni al Santuario: la Regione promette di fare il restauro

di Nicolò Cecioni
Danni al Santuario: la Regione promette di fare il restauro

L’annuncio del presidente del consiglio Eugenio Giani «Ho assunto l’impegno, faremo noi questo ripristino»

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LIVORNO. «La Madonna di Montenero è il punto di riferimento spirituale e civile di tutta la Toscana. Siamo qui oggi, a 71 anni da quando Papa Pio XII la elevò a Patrona della Regione, per celebrarla e ricordarne l’importanza a tutto il popolo toscano».

Il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani non è voluto mancare alla messa che è stata celebrata dall’abate Giuseppe Casetta. È stata una celebrazione sobria quella per il settantunesimo anniversario dell’elevazione a Patrona della Toscana della Madonna di Montenero. In tono minore rispetto a quella di un anno fa, quando per i 70 anni arrivarono a Livorno i rappresentanti dei comuni da tutta la Regione, perché dopo l’alluvione che ha colpito la città, si sono volute evitare cerimonie eccessive. «Montenero – ha spiegato Giani, all’uscita dal santuario – è stata toccata dalla tragica alluvione che ha colpito tutta Livorno. Una terribile calamità naturale che ha lasciato il segno in ognuno di noi. È per questo motivo che quest’anno abbiamo scelto di celebrare la Madonna in modo più sobrio, senza ripetere la bella festa dell’anno passato quando vennero al santuario tutti i comuni con i propri araldi. Il gonfalone della Regione, comunque, è presente anche stavolta, a testimonianza dello stretto rapporto che c’è tra la Madonna di Montenero e la Toscana». Dopo la messa, Giani ha visitato l’abside del santuario dove sono appesi tutti gli stemmi dei comuni toscani e che è rimasto danneggiato dall’alluvione annunciando la volontà di restaurarlo: «Ho assunto l’impegno, come Consiglio regionale - ha poi detto al rientro a Firenze - di far ripristinare la parete dell’abside danneggiato dal maltempo che colpì Livorno nel settembre scorso. È un qualcosa di unico». Non esiste altro luogo, infatti, dove si trovino tutti i simboli dei comuni della Regione. «E questo è il segno evidente - ha proseguito - del legame strettissimo tra il popolo toscano e questo santuario. Nel 1947 c’era un grande bisogno di ritrovare un punto di riferimento, e Maria fu la figura attorno alla quale tutti i toscani si unirono. Ecco perché questo luogo di pellegrinaggio è un richiamo non solo per i credenti ma anche per tutti i civili». E dunque è ancora forte l’impegno della Regione per sostenere il santuario e tutta la comunità di Montenero. «Il presidente Enrico Rossi – conclude Giani – è stato presente a Livorno nei giorni successivi all’alluvione e ha agito in modo concreto con supporti economici rilevanti per la ricostruzione delle parti del monastero che erano andate distrutte. Tutti i toscani tengono molto a questo luogo e il rapporto tra la Regione e Montenero è più che mai solido». L’abate Casetta ha ringraziato il presidente del consiglio regionale, ricordando che «bisogna rimboccarsi le maniche, soprattutto nei momenti di difficoltà». E infine ha concluso: «La Madonna di Montenero deve fare da trait d’union tra la popolazione e le istituzioni, per fare in modo che la politica torni a essere credibile».

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