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Nogarin frena Vece «Isola ecologica all'ex Atl? No»
Livorno, per via Meyer si studia una soluzione con i bidoncini e comunque sarà gratis
LIVORNO. L’articolo del Tirreno sulla gestione del servizio porta a porta nella sede dell’ex Atl in via Meyer, occupato ormai da circa due anni da numerose famiglie, ha subito scatenato un acceso dibattito tra le forze politiche ma è stato anche e soprattutto argomento di discussione sui social tra numerosi cittadini. La questione è infatti piuttosto delicata: gli occupanti, poiché non ufficialmente residenti, non pagano nemmeno un euro di tassa sui rifiuti, come ha confermato proprio al Tirreno l’assessore Giuseppe Vece, ma allo stesso tempo producono rifiuti che a breve, con l’arrivo del servizio porta a porta, non potranno più essere conferiti nei cassonetti e dunque l’assessore comunale all’ambiente aveva ipotizzato la realizzazione di un’isola ecologica, una soluzione peraltro richiesta da molti cittadini di altri quartieri ma sempre negata.
Ieri pomeriggio, però, dopo una riunione svoltasi in municipio proprio sull’estensione del Porta a porta, sono arrivate le parole del sindaco Filippo Nogarin a frenare il progetto dell’assessore Vece. «Sulla gestione dei rifiuti all’ex deposito Atl - dichiara il primo cittadino al Tirreno - non è ancora stata presa alcuna decisione definitiva, ma sicuramente non faremo un’isola ecologica riservata agli occupanti. Anche loro riceveranno i bidoncini del porta a porta e dovranno fare la raccolta differenziata come tutti quanti».
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Dunque, per il sindaco Filippo Nogarin, gli occupanti dell’ex deposito Atl riceveranno lo stesso trattamento degli altri cittadini. Anche se ancora non è ben chiaro come sarà organizzato il servizio. «Il Pap in quell’area partirà lunedì prossimo - prosegue - ma per le prime due settimane i cassonetti rimarranno in strada e dunque abbiamo il tempo di organizzare al meglio il nuovo servizio. In questa zona ci sono alcune realtà particolari, come l’ex Atl o il grattacielo, che impongono soluzioni su misura. Le ipotesi su cui stiamo lavorando sono molte, ma quel che è certo è che chi vive all’interno dell’ex deposito non avrà un’isola ecologica a sua disposizione. L’ipotesi più verosimile è quella di dare loro i bidoncini, che dovranno esporre come tutti nelle fasce orarie indicate dall’ordinanza». Gli occupanti, a differenza degli altri residenti a Livorno, non rischiano però di pagare multe in caso di errato conferimento e soprattutto non pagheranno il servizio che sarà quindi a carico del Comune e cioè dei contribuenti che pagano la Tari. C’è però sullo sfondo un problema igienico-sanitario che non può essere sottaciuto.
«E’ vero - risponde Nogarin - gli occupanti non avrebbero alcun diritto a usufruire del servizio, ma trasformare l’ex deposito in una discarica non è un’opzione, anche perché ci troveremmo davanti a un’emergenza igienico sanitaria gravissima. E questo non è accettabile. Per quanto riguarda i costi, non cambia nulla rispetto a prima: Il Comune semplicemente non poteva far pagare la Tari a queste famiglie quando c’era la raccolta stradale e non può farlo nemmeno con l’introduzione del porta a porta».
Parole chiare quelle che usa il sindaco: mentre Vece aveva detto che il costo del servizio non era una gran cosa, Nogarin fa capire che la decisione è obbligata ma anche che non è affatto gradita. « Anche qui è inutile prendersi in giro - dichiara - chi vive in una situazione di illegalità, esattamente come chi non è in regola con i pagamenti della Tari, chi evade, o chi dichiara redditi falsi, pesa sulle tasche di tutti gli altri e questo è profondamente scorretto. Ma io non intendo lasciare che famiglie e bambini vivano nella loro stessa immondizia. Il problema va risolto a monte. Stiamo accelerando sulle assegnazioni degli alloggi, entro luglio ne consegneremo 100, ma la strada per liberare la città dalle occupazioni abusive resta lunga».
Insomma , Filippo Nogarin proverà a coniugare la giustizia sociale con le esigenze di legalità e di giustizia fiscale: un compito molto impegnativa, così come è impegnativa la situazione dell’ex sede dell’Atl occupata da famiglie alla ricerca di un tetto. Un fenomeno quanto mai diffuso nella nostra realtà cittadina nell’attesa di una soluzione importante se non definitiva.
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