Gioco
Ma è saltato l’incontro con i ragazzi nel teatro
In 18 anni coinvolti 35mila alunni e 1.200 prof. Premiazione in tono minore nelle singole scuole
LIVORNO. Nei giorni dell’anniversario della difesa della città dagli austriaci il Risorgimento torna sotto i riflettori, a un secolo e mezzo di distanza. Ma sono riflettori che rischiano di accendersi per un attimo e spegnersi subito dopo se è vero che, diversamente dagli anni precedenti, stavolta non c’è la cerimonia cittadina che porta qualche centinaio di studenti in un teatro al culmine di un percorso didattico dedicato proprio all’epopea che nel segno di Garibaldi portò l’Italia all’unificazione: la riprova è nel fatto che nelle scorse settimane il Comitato livornerse per la promozione dei valori risorgimentali ha mandato scuola per scuola una lettera in cui si comunica l’annullamento dell’iniziativa. Il motivo? Il Comune non ha messo a disposizione gratis il teatro 4 Mori e il Comitato, fatto di volontari che hanno visto drasticamente diminuire i sostegni economici per provvedere ai premi, è stato costretto ad alzare bandiera bianca.
Fonti del Comitato hanno confermato l’esistenza della lettera e l’annullamento dell’iniziativa ma, di fronte alla richiesta di un giudizio, hanno scelto di non commentare. Sta di fatto che dalla missiva trapelata dal mondo scolastico emerge il fatto che in 18 anni sono stati coinvolti 35mila alunni (e 100mila familiari) più un reggimento di 1.200 prof. Niente da fare invece per gli 800 studenti che quest’anno hanno partecipato al progetto, nonostante fin dall’inizio delle attività scolastiche a fine estate Comitato avesse annunciato il calendario delle iniziative contattando Palazzo Civico come tutti gli anni: dovranno accontentarsi di premiazioni in ciascuna scuola, cosa ben diversa dall’eco che può suscitare una iniziativa cittadina che ha pochi eguali in Italia. Così come ha pochi paragoni il fatto che esista un Comitato, nato nel 2000 per mano di Marzino Macchi e Fabio Bertini, insieme a Ugo Canessa e Vittorio Marchi, ai quali si associarono presto, fra gli altri, anche Alessandro Andreini, Paolo Castignoli, Luigi De Franco, Alfio Dini, Luigi Donolo, Pierfernando Giorgetti, Mario Landini, Raimondo Pollastrini.
In quella lettera alle scuole si mette l’accento sul fatto che il Risorgimento è uno snodo storico delicato. Non appartiene solo ai libri di storia, anzi al contrario – viene sottolineato – è di fatto sotto attacco: tanto al Nord (con la voglia di ridurre i legami fra la parte più dinamica del Paese e il resto della penisola) quanto al Sud (dove è in corso una rivalutazione del regime borbonico mentre invece è proprio dal Mezzogiorno che è partita la stagione delle rivolte contro il potere assolutista). (m.z.)
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