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Livorno

Avr accetta il confronto coi sindacati sui braccialetti

Avr accetta il confronto coi sindacati sui braccialetti

L’azienda: «Ma non c’è alcuna volontà di controllare i lavoratori a distanza» Zannotti (Cgil): «Quello strumento non rispetta la legge, ne va sospeso l’uso»

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LIVORNO. «Il braccialetto non è tecnicamente idoneo a controllare lo spostamento dei lavoratori. E non c'è alcuna intenzione di controllarli a distanza: non sarebbe ammissibile e saremmo dei matti a fare una cosa del genere». Claudio Nardecchia, amministratore delegato di Avr (l’azienda che gestisce lo spazzamento delle strade livornesi), ribadisce la sua posizione intervenendo nella terza commissione consiliare sul lavoro.

Ma il segretario generale della Cgil Fabrizio Zannotti è tranchant: «Prima di capire il funzionamento del braccialetto bisogna capire cosa prevedono le normative nazionali sul tema del Gps, che è parte integrante dei braccialetti: ebbene - sottolinea Zannotti - c'è una circolare ministeriale che prevede che l’utilizzo di tale strumento possa avvenire con l’accordo sindacale o su autorizzazione dell’ispettorato del lavoro. Entrambe le previsioni di legge non sono state rispettate. Dunque quello strumento non rispetta le norme. Serve una immediata sospensione finché non si rientra nelle regole».

Insomma, non se ne esce: e anche il confronto - lungo tre ore in aula consiliare - davanti ai consiglieri di maggioranza e opposizione non ha contribuito a modificare le posizioni.

Se Avr alla fine ha dovuto accettare il confronto con i sindacati («Ci rincontreremo nei prossimi giorni», ha affermato Nardecchia) e sarà in quella sede probabilmente che si scioglierà il nodo, la commissione è stata anche la sede per il dibattito politico sui braccialetti che hanno assimilato la decisione di Avr a quella tanto contestata di Amazon. «Cosa pensa l’amministrazione comunale rispetto ad un'azienda che fornisce un servizio pubblico in città e che a un certo punto decide di mettere un braccialetto al braccio dei lavoratori per controllare i loro spostamenti, visto che non rappresenta uno strumento di lavoro?», ha chiesto Jari De Filicaiaia (Pd), seguito sulla stessa linea da Elisa Amato (Fi), Marco Cannito (Cd), Marco Martelli (Pd), Giuseppe Grillotti (Ll). «L’amministrazione non è parte terza. Se l'avesse fatto qualsiasi azienda privata ci saremmo scandalizzati tutti. Siamo andati da Porca Vacca a protestare e ora si tace? Bisogna dire tutti insieme che questo controllo è inaccettabile e che si rimette in discussione il contratto di servizio».

La risposta è toccata a Francesca Martini, assessore al lavoro, che ha parlato di strumentalizzazione politica: «L'amministrazione comunale vuole la miglior cura dell'interesse pubblico e dunque la pulizia delle strade nel rispetto delle regole», ha detto Martini.

«Ci sono cittadini che ci telefonano e ci segnalano cestini pieni. Io stessa ho segnalato cestini stracolmi in alcune strade - ha aggiunto l’assessore -. La nostra posizione è chiara: non è da mettere in discussione che l’amministrazione comunale sia intervenuta per imporre o sostenere sistemi di controllo fuori dalla disciplina. La scelta di migliorare il servizio è sacrosanta nel rispetto del diritto di tutti dei contribuenti che vogliono strade pulite e cestini svuotati e dei lavoratori che chiedono il rispetto dei diritti dello statuto lavoratori. Non ci sono margini di ulteriori strumentalizzazioni. Questa è strumentalizzazione della posizione dell’amministrazione comunale».

Poi Martini ha fatto capire che per l’amministrazione la scelta di Avr è comunque nelle regole, dando di fatto ragione all’azienda rispetto invece alle contestazioni dei sindacati sul mancato rispetto dell’articolo 4 dello statuto dei lavoratori. «Le spiegazioni tecniche non lasciano spazi a equivoci: Avr ha chiaramente spiegato come funziona dispositivo - ha sottolineato l’assessore -. Prendo atto di ciò che ha detto Avr. È interesse di tutti trovare un punto di equilibrio: nel rispetto delle regole del lavoro e della dignità del lavoro ogni passo verso miglioramento qualità del servizio è da apprezzare».

(g.c.)

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