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LE TAPPE

2010 E 2011Nel 2010 il Comune decide di acquistare a un euro il 50 per cento delle quote della Labronica in mano ai privati, diventando così l’unico proprietario della società. Nel 2011 la Labronica...

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2010 E 2011

Nel 2010 il Comune decide di acquistare a un euro il 50 per cento delle quote della Labronica in mano ai privati, diventando così l’unico proprietario della società.

Nel 2011 la Labronica viene messa in liquidazione. Da giugno a dicembre le corse vengono gestite dalla società pisana Alfea.



2012

Il comune pubblica il primo bando per la gestione pluriennale dell’ippodromo. «Alfea partecipa alla manifestazione di interesse – ricostruisce in commissione il direttore – con l’obiettivo di realizzare una gestione unica con Pisa, per creare il terzo polo del galoppo italiano». «Nel frattempo – continua – la crisi ippica del 2012 ha portato al dimezzamento delle risorse per le società». «Nel 2012 – dice ancora – alla prima gara del Comune partecipa solo Alfea, la seconda fase va deserta per le condizioni non sostenibili. L’amministrazione decide di andare a trattativa privata con Alfea e al termine invita a trattativa cinque ippodromi (Roma, Milano, Varese, Merano, Pisa), ma nessuno risponde all’invito salvo noi». Il 25 giugno viene firmato un accordo con i sindacati e il 27 giugno il dirigente comunale firma la determina con cui viene «accettata integralmente la nostra proposta». Quindi gestione in affitto del ramo di azienda nel 2012 e successiva concessione trentennale.



2013

Secondo Alfea inizia un «lungo periodo fatto di comunicazioni spesso pretestuose e nuove richieste del Comune», che «forse aveva promesso ai lavoratori il ricollocamento di tutti» . Lo diffida a formalizzare la concessione. E quando «a tempo scaduto per l’avvio della stagione si dice pronto, i dipendenti (in cassa integrazione da gennaio e con l’impianto abbandonato) occupano».



2014

Il Comune prova a ricollocare i dipendenti “extra” ad Aamps, a Casalp, al nuovo golf. A detta di Piccioni ne restano fuori tre e per questo all’inizio del 2014 «il Comune avvia una nuova trattativa con Alfea dove ipotizza di ridurre il canone per compensare il costi». Salta di nuovo tutto quando Alfea attiva accordi di solidarietà a Pisa. Si inizia a litigare anche sulle condizioni dell’impianto e a maggio il municipio avvia il procedimento di decadenza dalla gestione trentennale. La società va al Tar mentre con una nuova gara l’impianto viene affidato a Dioscuri e Livorno Galoppo. A giugno cambia il sindaco: la nuova stagione si apre all’insegna del dialogo, poi riparte la battaglia legale.



2015

Il Tar dà ragione ad Alfea. Il Comune ricorre al Consiglio di Stato, che dà di nuovo ragione alla società. Alfea ricorre nuovamente al Tar perché il Comune ottemperi e predisponga la concessione. «Nel frattempo – ripete Piccioni – dopo l’ultima giornata a dicembre, l’ippodromo viene abbandonato per la terza volta in tre anni».



2016 E 2017

La partita si annoda intorno alle condizioni dell’impianto. Anche la strada di un accordo per la gestione tra Alfea e Livorno Galoppo non porta a una soluzione. Si arriva al marzo 2017: Alfea chiede al tribunale la rescissione del contratto e vuole il risarcimento.

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