Il Tirreno

Livorno

«Toglieteci tutto, ma non il Molo Novo»

di Nicolò Cecioni
«Toglieteci tutto, ma non il Molo Novo»

Il campione Marco Volpi a fianco dei pescatori sportivi contro il provvedimento: «Vi spiego perché è sbagliato»

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LIVORNO. «Il MoloNovo fa parte della tradizione livornese. Vietarlo ai pescatori è come chiudere il Civili per il ponce o Cecco per la torta». Parte in quinta Marco Volpi, campione di pesca livornese che in carriera ha vinto 29 mondiali. Domattina il “popolo delle barchette” si radunerà ai Piloti per dirigersi verso il Molo Novo e protestare contro il divieto imposto dall’Autorità Portuale e anche lui ci sarà per urlare la propria contrarietà.

«I livornesi – ha aggiunto Volpi – sono molto più legati al Molo Novo, alla Vegliaia e alla Meloria che a tanti monumenti. Sono luoghi che rappresentano la tradizione e la storia della nostra città. Io ho imparato a pescare alla Vegliaia, e proprio al Molo Novo ho vinto la prima medaglia della federazione. E spero che i miei figli possano continuare ad andarci così come facevano mio padre e mio nonno». Il problema, però, riguarda la sicurezza. Le due dighe, infatti, non sono state dichiarate agibili e l’ordinanza ne ha decretato l’interdizione.

«Non ci si può nascondere dietro la questione della sicurezza», afferma ancora il campione livornese: «Se sono posti effettivamente pericolosi, è giusto che vengano chiusi. Però, in quel caso, dovrebbero comunicare le zone da interdire e solamente in quelle aree aprire dei cantieri per sistemare la situazione e restituire la piena agibilità. Non possono chiudere tutto per una cosa del genere».

E neanche la motivazione legata al divieto di balneazione convince i pescatori. «Esiste già una legge che da diversi anni vieta di fare il bagno in mare in quella zona perché siamo all’interno di un’area portuale, perciò è una normativa che rispettiamo e facciamo rispettare. Quella di Provinciali è stata un’uscita infelice. Solo una persona che non è nata a Livorno può paragonare quelle dighe a uno stabilimento balneare. Giusto non farci fare il bagno, sbagliato interdirle». Questa limitazione riguarda tantissime persone, perché sono molti i livornesi che utilizzano la barca e si ritrovano lì. La domenica d’estate, al Molo Novo ci sono centinaia di persone. Famiglie intere. E c’è gente che fa 2 o 3 viaggi con la barca per portare amici e parenti al Molo Novo. È un punto di ritrovo dove passare il tempo e rilassarsi durante la stagione balneare. «Anche perché, dal 20 maggio in poi, gli spazi per la pesca sportiva sono pochissimi». E questo è un altro punto focale della questione: «A Livorno non ci sono più spazi per pescare. L’80 per cento del porto è interdetto per motivi di sicurezza. Da quando inizia la stagione balneare, non si può più pescare neanche sul Romito, alla Terrazza Mascagni e all'Accademia. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dove possiamo andare adesso?».

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