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Paolo Beltramini resta agli arresti domiciliari
Livorno, il tribunale del Riesame di Firenze ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati dell’imprenditore arrestato lo scorso 10 aprile
LIVORNO . Il tribunale del Riesame di Firenze ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Paolo Beltramini, l’imprenditore arrestato lo scorso 10 aprile nell’ambito di una maxi inchiesta della Finanza su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale.«Sappiamo della decisione – spiega l’avvocata Lorenza Musettti che con Giulia Bongiorno difende Beltramini – ma ancora non ci è stata notificata l’ordinanza con le motivazioni. Aspettiamo di leggerle per valutare se esistono i margini per un ricorso in Cassazione».
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Dunque, almeno per il momento, l’imprenditore resterà agli arresti domiciliari nella sua casa sul viale Italia. Con lui, all’inizio di aprile, sono state arrestate altre sei persone: Luca Di Giambattista, 52enne, braccio destro di Beltramini e legale rappresentante della Eurospedi e della Trasporti industriali, e Paolo Tanozzi, 55 anni, condannato in abbreviato la settimana scorsa per una vicenda simile e rappresentante legale di una delle società di comodo e amministratore di fatto delle altre due create ad hoc per l’emissione di fatture false. Nei guai anche i dipendenti con ruoli di primo piano: Graziano Rossi, 69 anni, Luigi Pennella, 68, Susanna Sbarra, 40, e Chiara Ronzino, 35.
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