La protesta
Casa e sociale: nome nuovo per la giunta
Il sindaco nomina Apolloni (ma si tiene la sanità): «Niente fedelissimi, conosce già bene il settore». Lui: «Voglio fare rete»
LIVORNO. È laureato in filosofia, ha un passato da giocatore di basket (casacca Pielle) e da anni lavora nel mondo del sociale, soprattutto a contatto con chi ha problemi di tossicodipendenza e di alcol. Leonardo Apolloni, 51 anni, è il nuovo assessore al sociale, dopo le dimissioni che Ina Dhimgjini ha consegnato una settimana fa nella mani del sindaco. È lui l’outsider annunciato da Filippo Nogarin, che alla fine gli ha affidato le deleghe al sociale, al terzo settore e alle politiche abitative. Non quella alla sanità, che il primo cittadino ha deciso di tenere per sé, «perché arrivati a questo punto, con la questione ospedale aperta, voglio occuparmene in prima persona: mi riferisco alla chiusura a giorni del vecchio accordo per Montenero e all’apertura di un nuovo percorso».
Il curriculum di Apolloni racconta che fino a ieri, da dipendente della coop Arnera, è stato il responsabile del centro Sert dell’Asl sul viale Marconi: un presidio per tossico dipendenti e alcol dipendenti ad alta marginalità economica e sociale.
«Tre giorni fa – racconta – sono stato chiamato dal sindaco, ci siamo incontrati un paio di volte, mi sono preso un po’ di tempo per riflettere, poi ho deciso». Inizia il suo nuovo lavoro con due parole: «Fare rete». «Ho sempre lavorato in equipe, è impossibile coordinare i centri residenziali e semi residenziali senza fare squadra, senza fidarsi. Non credo sia molto diverso per un ruolo come questo. Mi auguro nel più breve tempo possibile di trovare il modus operandi e iniziare a lavorare con gli uffici».
Sa bene di essere entrato nella squadra di governo in corsa. Di più: quasi all’ultimo giro di boa, visto che alla fine del mandato mancano pochi mesi, se si considera anche la campagna elettorale. Lo dice lui stesso: «Non immagino di poter impostare un programma di vasto respiro, ci saranno certo delle priorità che vedremo insieme e delle emergenze da gestire». La prima: «L’emergenza abitativa. L’ho visto facendo il mio lavoro: gran parte delle persone che incontriamo sono utenti del Sefa, del dormitorio».
Accanto a lui Nogarin si preoccupa di tessere pubblicamente le lodi dell’assessora uscente («Ina ha fatto un eccellente lavoro») e la mette così: «Mi aspetto che Leonardo sia capace di raccogliere il buon lavoro fatto fino a oggi». E «dare un impulso nuovo da persona non inesperta ma che già appartiene a questo mondo: è il principale motivo che mi ha portato a sceglierlo». «Dopo discreta selezione», dice Nogarin, che parla di valutazione di «cinque candidati».
Apolloni è alla prima esperienza amministrativa. A detta sua anche politica. Spiega di non avere tessere di partito, risponde solo che «alle ultime elezioni ho votato M5S». Così il sindaco ci mette l’accento, rispondendo a quanti credevano che a un anno dal voto avrebbe potuto dare un segnale politico: interno, a sinistra o chissà. «No, non ho attinto da un bacino di facenti parte del M5S o di fedelissimi, ma dalla società civile. Non so quale sia la sua idea politica, l’ho scelto per la sua competenza. Ci siamo conosciuti al telefono tre giorni fa, dopo un tam tam interno. Ci siamo incontrati a casa mia, un colloquio e un caffè». «Conosce già questo settore – ripete –, Livorno è città difficile, può dare un valore aggiunto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
