Gioco
È morta Carla Rossi, custode dell’Enriques per oltre trent’anni
Livorno, la 72enne era in pensione dal 2013. Il ricordo della figlia-attrice: «Era amata da alunni e docenti»
LIVORNO. Chi ha studiato all’Enriques negli ultimi 30-35 anni, sognando di arrivare presto all’esame di maturità ma rimpiangendo poi quei momenti indimenticabili, ancora oggi ricorda il sorriso di quella custode che amava stare in mezzo ai ragazzi, che era sempre disponibile e sapeva trovare le parole giuste in ogni occasione. Carla, la bidella Carla, è stata infatti un punto di riferimento per decine di docenti e migliaia di alunni. «A Natale e a Pasqua ci portava sempre i dolci fatti in casa», ricordano dal liceo. Era in pensione dal 2013, Carla, ma la sua vita era cambiata tragicamente due anni fa: intanto la morte del marito Roberto Brachini, prima operaio e poi barista fino alla pensione, e quasi in contemporanea la scoperta di una terribile malattia dopo alcuni esami. Carla Rossi se n’è andata nella notte tra martedì 1 maggio e mercoledì 2 maggio in seguito a un peggioramento delle sue condizioni, dopo alcune settimane in cui il quadro clinico era ormai compromesso: aveva 72 anni, più di trenta passati tra le aule e i corridoi del liceo scientifico di via della Bassata, ma anche con le classi che si alternavano nella vecchia succursale di via Calafati, a due passi dal porto.
Era amata da tutti, la bidella Carla. E quel legame con gli studenti lo ricorda anche la figlia-attrice Monica Brachini, la matrigna di Piero - interpretato da Edoardo Gabbriellini - nel film Ovosodo di Paolo Virzì, un pezzo di storia della nostra città. «Era una donna meravigliosa - racconta la figlia tra le lacrime - la scuola e gli alunni erano il suo mondo, ma aveva anche altre passioni come la pesca e la cucina, in particolare la pasticceria». Tanto che l’altro suo figlio, David, lavora come cuoco in un ristorante del centro. «Mamma aveva un cuore grande, era generosa con tutti - continua Monica - e no, questa non è la solita retorica. So che è ancora nei ricordi di tanti, tantissimi studenti, segno che i ragazzi si trovavano benissimo con lei. Gli ultimi due anni sono stati difficili sotto ogni punto di vista: la morte di mio padre, la sua malattia, le complicazioni. Eppure lei non ha mai smesso di lottare».
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