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Valiani accusa Reset e l’associazione annuncia querela
LIVORNO. In consiglio comunale è scoppiata una polemica su Reset. A sollevarla è stato l’ex grillino Marco Valiani, al quale ha risposto con una dura nota il Movimento 5 Stelle, mentre l’associazione...
LIVORNO. In consiglio comunale è scoppiata una polemica su Reset. A sollevarla è stato l’ex grillino Marco Valiani, al quale ha risposto con una dura nota il Movimento 5 Stelle, mentre l’associazione annuncia le vie legali.
Al centro della polemica ci sono finite le parole che Valiani (Livorno per tutti) ha pronunciato in aula, rivolgendosi alla maggioranza, nel corso dell’ultima seduta del consiglio. «I proventi del calendario dei bimbi motosi – ha detto – è andato nelle casse del Movimento 5 Stelle, questa associazione è a voi direttamente collegata». La prima replica in sala è arrivata con Alessandra Rossi (M5S): «Vi farò spiegare direttamente dal presidente Giuseppe Pera cosa fanno e chi sono, portandolo in commissione». Poi si acceso il dibattito.
Dopo il consiglio comunale, sulla pagina Facebook dell’associazione è stata pubblicata la replica a firma del presidente Pera: «Il consigliere Valiani ha affermato che con i soldi raccolti dalla vendita del calendario Bimbi Motosi, Reset ha finanziato il Movimento 5 Stelle. In qualità di presidente di Reset, a tutela di tutti i suoi soci e a garanzia di tutte quelle persone che hanno donato e acquistato le migliaia di copie del calendario, chiameremo a rispondere il consigliere Valiani delle sue dichiarazioni nelle sedi opportune».
Parole seguite da una dura presa di posizione del Meetup. «Ha oltrepassato qualsiasi limite – scrivono dal Movimento riferendosi a Valiani–, accusando Reset di aver finanziato il Movimento 5 Stelle attraverso la distribuzione del calendario dei bimbi motosi. È spregevole che venga messo in dubbio un atto di cuore fatto da una associazione che, grazie all’idea di quel calendario, ha avuto riconoscimenti da ogni parte d’Italia e proventi che, in parte, hanno lenito il dolore di chi ha subito i danni dell’alluvione». «Chieda scusa – scrivono – alla città».
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