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Tre furti al bar in tre mesi, la titolare: «Ora basta...» - Foto
Livorno, nuovo colpo nel locale "Bollicine" di Porta a Terra. La finestra sfondata con un mattone. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere
LIVORNO . Cristina Iacopini, 46 anni, da sei titolare insime al resto della famiglia del bar ristorante “Bollicine”, nel cuore commerciale di Porta a Terra, snocciola le date dei furti avvenuti nel suo locale con la precisione di chi ricorda i giorni più neri della propria esistenza. «Il primo è stato i 18 agosto del 2014, poi il 19 agosto del 2017. Ma dall’inizio dell’anno la frequenza è drasticamente aumentata: 12 gennaio, 28 febbraio e infine quello dell’altra notte». L’ultimo furto, infatti, il terzo in poco più di tre mesi, è avvenuto intorno alla mezzanotte tra venerdì 27 aprile e sabato 28.
Quello che è successo al pian terreno del palazzo accanto a Leroy Merlin lo hanno registrato le telecamere a circuito chiuso installate all’esterno del bar. I carabinieri le hanno già viste e raccontano di due uomini che con un mattone cominciano a colpire il vetro, per di più antisfondamento della finestra. Una, due, tre volte fino a quando il vetro non cede e nonostante le ferite che i ladri si sono procurati per aprirsi quel varco. «Quando intorno alle 6,30 del mattino siamo arrivati al bar per aprire – va avanti la commerciante – più che un furto, sembrava di stare sulla scena di un crimine: c’era sangue dappertutto, sul pavimento, lungo il bancone e perfino sulle vetrine». I ladri si sono portati via la cassa con dentro circa 200 euro e diversi pacchetti di sigarette. Un bottino abbastanza magro come conferma anche la titolare.
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«Invece di fare tutto questo casino era meglio lasciargli 100 euro fuori dalla porta così ci guadagnavamo entrambi, soprattutto per i danni che hanno causato». Sì perché nelle due furti precedenti, quelli di gennaio e febbraio, i ladri avevano distrutto il vetro della porta d’ingresso: costo mille euro, un conto che si avvicina a quello che dovranno pagare i titolari per riparare la finestra andata in mille pezzi. Quando intorno alle 8 i carabinieri sono arrivati in via Antonio Banchelli, oltre raccogliere la denuncia dei proprietari e richiedere al condominio le immagini registrate dalle telecamere, hanno notato che le macchie di sangue oltre ad essere all’interno del bar proseguivano anche fuori. È seguendole che sono arrivati fino alla ferrovia dove hanno ritrovato il registratore di cassa svuotato e abbandonato.
«Mi sono rotta – conclude Iacopinini – noi lavoriamo sette giorni su sette 14 ore al giorno: apriamo alle 6,30 e chiudiamo alle 20.30. Ma purtroppo qui la notte è terra di nessuno, la zona è poco frequentata e i ladri fanno tutto quello che vogliono. A volte verrebbe quasi la voglia di gettare la spugna, ma qui ci lavoriamo in sei: mio marito, mia figlia, io e altri tre dipendenti...».
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