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Spinelli è scatenato: «Confermo Sottil e prendo Diamanti»

Sandro Lulli
Spinelli è scatenato: «Confermo Sottil e prendo Diamanti»

Livorno, il presidente dopo la promozione in serie B: «Due rinforzi a reparto, il primo è Alino: farò di tutto per averlo Peiani punta al 20% della società, con Pecini capitolo chiuso»

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Le discese ardite, e le risalite; su nel cielo aperto... Sciu Aldo potrebbe stare nei versi di Mogol, cantato da Battisti. Perché, in fondo, anche il calcio di Spinelli è un “classico” senza tempo: tutta la generazione dei presidenti coetanei, e anche più giovani, si sono fatti da parte e molti hanno avuto pure un brutto tramonto: lui, sangue calabrese, Dna ligure, tiene ancora il palco con autorità e autorevolezza ed è entrato nel ventesimo anno di gestione amaranto come fosse ieri, cioè il marzo 1999, l’anno del suo sbarco sul pianeta amaranto. E parla pure come ai vecchi tempi di progetti, programmi, di conduzione tecnica e di squadra e di rinforzi; e di dirigenza, staff tecnico.

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DEDICA. Ma prima una premessa che sgorga spontanea: «Guardi, a questo tengo tantissimo, per me sabato è stato un giorno indimenticabile perché aver contributo a rendere felice ancora una volta la città mi riempie d’orgoglio. E dico di più: mi auguro davvero che il ritorno in serie B serva anche da stimolo a tutta Livorno che, come ha scritto giustamente Il Tirreno (nell’articolo di Alessandro Guarducci, ndc), ha ancora sulla pelle la tragedia dell’alluvione, le morti sul lavoro ed è angustiata da tanti problemi, occupazione in primis. E come ci stiamo rialzando noi, mi piacerebbe vedere che si rialza anche quella che ormai considero la mia seconda città. Dunque la promozione la dedico a tutti i livornesi che soffrono e hanno sofferto negli ultimi mesi».

COMMOSSO. Gli anni passano, il cuore s’intenerisce. «Beh sì, mi sono commosso - confida -. Mi sono commosso per tanti motivi e anche perché questa è una promozione meritatissima che sembrava potesse sfumare, ma evidentemente lassù c’è chi ha voluto ridarci anche quel briciolo di fortuna che ci era stata tolta negli ultimi tempi…».

MAX ALLEGRI. Dalla commozione nel vedere il tripudio ardenzino, a quella che improvvisa si è accesa, ormai di notte, per gli elogi di Max Allegri, in diretta su Rai2, dopo la vittoria della Juve a Milano con l’Inter.

«Beh, Allegri è un grande tecnico e sentire che stima e apprezza la mia gestione e soprattutto ascoltare la sua riconoscenza di livornese mi ha davvero riempito di orgoglio», dice Sciu Aldo. E confida un piccolo retroscena sul confronto al Meazza. «Ero a una riunione di lavoro all’estero e ci siamo spostati in una saletta riservata per assistere alla partita. Appena la Juve ha pareggiato sul 2-2 ho sorpreso tutti esclamando: “allora vi dico che i bianconeri vincono…”. Così è stato, perché la Juve ha una carica dentro incredibile… Noi ci dovremo ispirare a loro, rabbia, lotta, carattere…».

Presidente, in effetti il Livorno ha già un bel carattere…

«E’ vero. Ma faremo una squadra ancora più forte confermando questo bellissimo gruppo».

Ha già in mente qualcosa?

«Due rinforzi per reparto: attacco, centrocampo e difesa».

Il primo colpo che vorrebbe fare è…?

«Alessandro Diamanti. Lo voglio, farò di tutto per averlo in amaranto ed ho già dato incarico di andarci a parlare a Perugia. Fosse stato per me sarebbe già da noi. Ma lasciamo perdere. Ora voglio guardare avanti…».

La squadra potrà poggiare anche su giocatori esperti come Mazzoni, Luci, Bruno, Valiani, Vantaggiato.

«Sì, tutti ottimi elementi. Gente seria che fa gruppo, gente che aiuta i compagni più giovani. Io un giocatore anziano lo voglio così: ancora valido ma capace di dare l’esempio sul piano dell’impegno e della serietà. Poi è chiaro che anche loro dovranno essere gestiti al meglio a livello di energie».

Poi c’è il tecnico. Andrea Sottil ha pagato lo stress di una stagione logorante alla guida di una squadra blasonata alla quale non era abituato, però poi anche lui si è ritrovato.

«Non c’è dubbio. Io l’ho sostituito quando ho capito che era davvero in difficoltà, e io l’ho richiamato quando mi sono reso conto che avrebbe fatto bene. E’ stato stupendo contro il Pisa. Tuttavia ringrazio anche Foschi che ci ha dato le vittorie con Siena e a Viterbo. A Olbia andò in confusione anche lui. Loro trovarono due reti che non faranno mai più, imparabili, però Foschi sbagliò i cambi e allora…».

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Insomma avanti con Sottil.

«Certo, tra l’altro è anche sotto contratto. L’anno prossimo farà anche meglio. Eppoi mi dicono che è un gran lavoratore, che ha bei metodi di allenamento. Insomma, uno serio a cui affidare la squadra per cercare di fare un ciclo».

Ricorda presidente quando andammo in B dopo trent’anni ci sembrò di toccare il cielo con un dito, poi dopo due stagioni venne la A…

«Bei ricordi. Ma ora pensiamo a dare il nostro meglio e questo chiederò a tutti coloro che fanno parte della società».

Presidente, appunto la società. Cosa cambierà?

«Innanzitutto al mio fianco torna l’amico Siri. Eppoi credo molto nel vicepresidente Romano. A darci una mano dovrebbe arrivare Mirko Peiani, che rappresenta il Gruppo Uappala. Marco Romano, che ha passione, se vuole può mettere nero su bianco per il 28% delle quote, mentre Peiani, quando è venuto a Genova, mi ha detto che punta al 20%: io potrei fare anche tutto da solo però ho bisogno di aiuto essendo molto impegnato per lavoro. A giorni ci vedremo. Ci sarà anche l’aumento di capitale. Sono ottimista».

Il dg Pecini si è disimpegnato?

«Sì, capitolo chiuso».

Restano Facci e Signorelli...

«Certamente: Facci è un ottimo diesse, avremo tanto lavoro da svolgere, chiaro che la rosa un po’ andrà sfoltita per fare posto ai nuovi arrivi, perché anche in questa stagione io tiravo fuori tra i 3 e i 400mila euro al mese… Signorelli è altrettanto bravo, perdipiù è anche un mio uomo di fiducia. Spazierà dal mercato al settore giovanile e non solo».

A giugno rinnovo scontato per Maurizio Laudicino autentico “re del marketing” e la task force sarà al completo.

Dai, si torna a volare e sognare: le discese ardite e le risalite….

 

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