Il Tirreno

Livorno

«Sarò segretario a Lucca», anche Ascione lascia il Comune di Livorno

di Juna Goti
«Sarò segretario a Lucca», anche Ascione lascia il Comune di Livorno

Il segretario generale arrivato in era Nogarin ha deciso di lasciare il municipio «Andrò in una Provincia. Gli faccio tanti auguri perché il lavoro qui non è finito»

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LIVORNO. «Sì, è vero, entro la metà di maggio vado a fare il segretario generale alla Provincia di Lucca». Così anche Giuseppe Ascione, l’uomo che siede al vertice della macchina amministrativa, sta per lasciare il Comune. La conferma alla notizia anticipata dal Tirreno arriva a pochi giorni dalle dimissioni protocollate dall’assessora al sociale, Ina Dhimgjini. E soprattutto arriva a un anno dalla scadenza del mandato amministrativo, dopo che Filippo Nogarin, guardando solo alla macchina comunale, ha già dovuto salutare in corsa il ragioniere capo Nicola Falleni (che ha scelto il Comune di San Vincenzo), il dirigente dei lavori pubblici Riccardo Maurri (andato all’ex Città metropolitana di Firenze) e il capo di gabinetto Massimiliano Lami (passato prima alla direzione di Casalp e ora sulla strada per Roma, con l’ex assessore al bilancio Gianni Lemmetti).

Perché Ascione ha deciso di andare a Lucca? «È una storia normale per noi segretari. Da qui alla scadenza del mandato di Nogarin ogni giorno sarebbe stato buono per cambiare sede», risponde in prima battuta. A Lucca si è liberato il posto, è stato fatto un bando «e ho deciso di partecipare. Perché? Oggi mi tira più un’amministrazione provinciale di un’amministrazione comunale... Avremo da fare meno macrostrutture e riorganizzazioni interne, ma avremo da fare altre cose».

Certo è che Nogarin ora dovrà trovare un sostituto. «Dovrà scegliere previo avviso di selezione che sarà pubblicato dal ministero degli interni», spiega l’uomo delle carte: «Nel frattempo ci sono i due vicesegretari, la dottoressa Cenerini e il dottor Belli».

«La prossima settimana – chiosa Ascione – lo accompagnerò a Roma, alla presidenza del Consiglio, per il bando delle periferie. Fino all’ultimo sarò al fianco del sindaco, che ringrazio per avermi scelto e per avermi dato l’opportunità di seguire la città. È stata un’esperienza entusiasmante. C’è qualche rammarico perché si poteva fare ancora di più, anche da parte mia. Però le cose vanno così». Altro, sul punto, non vuole aggiungere.

«Il sindaco – riprende – è dispiaciuto, ma ci lasciamo bene, nella consapevolezza che ho messo a disposizione tutte le frecce che avevo nel mio arco». E chiude così: «Come è successo per Dhimgjini, assessore che va assessore che viene, segretario che va segretario che viene. Siamo tutti sostituibili. L’unico che non può essere sostituito è il sindaco. E gli faccio tanti auguri, perché la città ha bisogno di essere sempre aiutata e il lavoro non è finito...».

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