Gioco
Degrado del quartiere, i residenti di Fabbricotti fanno la mappa
Livorno, il dossier dei cittadini strada per strada è stato consegnato al Comune: aspettiamo risposte ed interventi
LIVORNO. Si sono divisi le strade gli abitanti. Da via Zambelli a via Ascoli, passando per piazza Matteotti, via Vannucci, via Lopez, Brigata Garibaldi: sono trenta , in totale, quelle passate sotto la lente dei residenti uniti nel gruppo di Vivi Fabbricotti che da novembre ad oggi hanno realizzato una vera e propria mappa delle criticità del quartiere. «È stato un lavoro grande e capillare del tutto volontario che abbiamo fatto per il bene del rione e presentato all’assessore Aurigi il 16 aprile e protocollato alla segreteria del sindaco 5 giorni fa: adesso aspettiamo una risposta a questo servizio che abbiamo fatto all’amministrazione», spiegano Laura Albertini, coordinatrice del gruppo e Alba Resti. Lo fanno all’ombra del Chioschino di Filippo Brandolini che ha ospitato la tappa di Caffè Tirreno nel rione tra il centro e il mare.
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TRA SEGNALETICA KO E MARCIAPIEDI GROVIERA. È una ricognizione puntuale: la criticità si segnala con precisione (e numeri civici di riferimento). Si va dai segnali stradali rovinati (viale dei Pini, via Vannucci, via Zambelli), oppure scarabocchiati (via Albertelli), ai muri deturpati, pubblici (esterno scuola Albertelli, villa Fabbricotti) e privati. Si punta il dito contro le siepi in abbandono o ingombranti (viale della Libertà, via degli Ebrei). E ancora strisce pedonali sbiadite, mancanti (piazza Matteotti all’altezza del civico 50), mal illuminate (via Roma); bici e motorini abbandonati (via Caduti del Lavoro, via degli Ebrei, via Puntoni, via Kossuth); rifiuti a bordo strada, erbacce, terreni usati a mo’ di discarica (in fondo a via Paganucci, via Zambelli all’ingresso della capitaneria di porto); cestini dei rifiuti mancanti; marciapiedi dissestati (Accademia Labronica, Aldo Moro, Bartolena, Mameli, Pirandello). «Abito in via Mangini e i marciapiedi sono stretti e pieni di buche», dice Silvia Gargano. «Abbiamo escluso, in quanto analisi più complessa, le aree verdi di Villa Fabbricotti e del parco Pasolini e le zone verdi di piazza Matteotti», aggiunge Resti.
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SOS DEIEZIONI CANINE. «Sicuramente l’aspetto più grave che fa tanto Calcutta sono le tantissime deiezioni canine in giro ovunque», rincara Resti. Questo, con il manto stradale dissestato e il posteggio selvaggio delle auto sono comuni (sui marciapiedi, in doppia fila come davanti all’asilo Anna Rosa o mal posizionate), purtroppo, a tutte le vide del quartiere. Nella relazione si legge come viale della Libertà (arteria principale) e viale Mameli, altra strada principe, siano insicure per anziani e disabili a causa delle proprie condizioni. «Via degli Ebrei è per metà asfaltata e per metà è tutta buche», denuncia Armando Capitanio.
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CHE IL COMUNE INTERVENGA. La speranza di Albertini, Resti, Viviana Scarola, Silvia Gargano è quella di avere una risposta e soprattutto un intervento da parte del Comune.
«Ci attendiamo non solo una presa d’atto della situazione, ma un impegno concreto circa i modi e soprattutto i tempi degli interventi di risanamento e ripristino tale da costituire una risposta soddisfacente all’attività svolta dai cittadini del quartiere», si legge nel dossier.
NUOVI PROGETTI. «I nostri progetti di decoro urbano continuano: è fondamentale un’opera da una parte di dissuasione dall’altra di educazione, partendo dal basso, dalle scuole», aggiunge Albertini «Bisogna fare un discorso con l’Ufficio Scolastico Provinciale per organizzare un progetto». Per l’ambiente Vivi Fabbricotti sta progettando un’iniziativa sul compostaggio in Villa Fabbricotti. «Inoltre ci stiamo preparando per dar vita alla figura dei tutor di strada: un anello tra il quartiere e l’amministrazione per segnalare criticità».
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