Il Tirreno

Livorno

Contratto finito Il futuro di Igor resta in bilico

di Fabrizio Pucci
Contratto finito Il futuro di Igor resta in bilico

Protti riflette dopo due stagioni non facili Le lacrime di sabato il segno di un addio?

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La precoce promozione – non siamo ancora a maggio e i tappi di spumante sono già saltati per aria – garantisce al Livorno un chilometrico vantaggio rispetto alla concorrenza sulla strada della programmazione del prossimo campionato di Serie B. Si tratta di un aspetto. Un anticipo rispetto alle tabelle di marcia altrui da non dilapidare anche perché i nodi da sciogliere sono tanti. Di certo quello che sta più a cuore dei tifosi riguarda l’icona del calcio amaranto: Igor Protti, il cui contratto con il Livorno scade il prossimo 30 giugno, potrebbe infatti lasciare. «Ho portato a termine il mio obiettivo», ha detto dopo la promozione. Parole che profumano d’addio.

MISSIONE COMPIUTA. Ancora una volta il Signore delle Reti ha mantenuto la parola data. Merce rara nella società di oggi, ancora di più nel calcio moderno. Lui no. Quando parla i suoi concetti sono scolpiti su pietra. Poco più che ventenne, nel 1988, il Livorno lo immolò sull’altare del Dio denaro per risanare le malferme casse societaria cedendolo al Messina. Protti in quei giorni fu chiaro: tornerò per riportarvi in serie B. Evento che si verificò puntualmente 14 anni più tardi. Appese le scarpe al chiodo, due anni fa, all’indomani della sanguinosa retrocessione in C si legò di nuovo al suo unico grande amore indossando i panni del club manager: «Adesso qui ci sono macerie – disse in perfetto stile Protti – e sono qui per dare una mano a ricostruire. Sarebbe stato facile tornare in un momento felice. Ma io non sono per le cose facili. Voglio esserci nel periodo storico più duro della società da 14 anni a questa parte».

Il primo anno – con Spinelli lontano da Livorno e dal Livorno – ha tenuto su la società insieme a Paolo Armenia, all’allenatore Foscarini e al gruppo di giocatori cementato con i valori di cui lui stesso, Igor Protti da Rimini, è la dimostrazione plastica. Il resto è storia recente. L’arrivo di Nicola Pecini e Mauro Facci che lo hanno fin dall’inizio considerato a giusta ragione il valore aggiunto del Livorno. La crisi di primavera che ha rischiato di travolgere tutto – allenatore, dirigenti, giocatori e obiettivo finale – lo ha indotto a una profonda riflessione. Per il bene del Livorno – anteposto come sempre al suo personale – è rimasto. Ha appianato anche alcune antiche divergente con ìSignorelli richiamato in tutta fretta da Spinelli. L’abbraccio commosso con Mazzoni dopo la vittoria con il Siena è stato il suggello di un amore per la maglia che appassisce mai. Poi è arrivato i derby. La corsa sfrenata verso la nord, le sue lacrime. E infine la promozione, vale a dire un’altra missione compiuta, un’altra promessa mantenuta.

GIOIA, RELAX E PENSIERI. Sabato Protti era uno degli uomini più felici del mondo. Ieri si è preso una domenica di meritato relax durante la quale di certo avrà dato la stura ai pensieri, perché ora il Signore delle Reti si trova davanti a un bivio: lasciare o raddoppiare? Rimanere nel Livorno o tornare a esserne il primo tifoso oltre che l’uomo-simbolo di passato, presente e futuro?

I POSSIBILI SCENARI. Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Il legame tra Protti e il Livorno non è orizzontale. È verticale. Significa che si insinua nel profondo del cuore e dell’anima. Se il club manager seguisse l’istinto firmerebbe ora a vita. Il calcio, però, come lui stesso ama ripetere, lo si fa con il cuore caldo e la mente fredda per cui ecco che adesso serve un pizzico di razionalità anche perché prima che Igor prenda una decisione così importante e vincolante lui e Spinelli devono mettersi attorno a un tavolo. In quella sede il presidente dovrà stilare un abbozzo di programmazione per il prossimo campionato che significa: stabilire l’obiettivo di stagione, e scegliere gli uomini (dirigenti e giocatori) con cui perseguirlo. A quel punto, in piena libertà Protti potrà decidere se il suo compito a Livorno sarà esaurito con la scadenza del contratto o se ci sono i presupposti per andare avanti. Dopo i festeggiamenti il Signore delle Reti illustrerà la sua posizione. Su un aspetto non ci sono dubbi: qualsiasi decisione prenda, Protti resterà per sempre l’icona del Livorno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web